MILAN, IL PUNTO DI MIRABELLI E FASSONE SUL CALCIOMERCATO – Il Milan è stato assoluto protagonista della sessione estiva di calciomercato, i rossoneri si sono rinforzati tantissimo ed adesso l’obiettivo minimo è quello di raggiungere la Champions League. Adesso è il momento dei bilanci, ecco il punto di Mirabelli e Fassone in diretta sui canali del club rossonero. Inizia Fassone: “è stata un’estate lunga e intensa fatta di 11 acquisti e di un investimento da oltre 230 milioni, e ci è piaciuto condividerla con i nostri tifosi. Parliamo di numeri monstre. Per quanto riguarda le cessioni, invece, c’è ancora possibilità di fare qualcosa in alcuni mercati aperti. Aneddoti? Ce ne sarebbero tanti, per esempio Mirabelli che andò a vedere Kessie a Cagliari alla prima gara dello scorso campionato: era agosto di un anno fa, e Franck è stato poi uno dei primi acquisti di questa stagione. Sintomo di un Milan che nasce da un lavoro iniziato ben prima dell’estate”.

MILAN, IL PUNTO DI MIRABELLI E FASSONE SUL CALCIOMERCATO – Aubameyang: “Un grandissimo giocatore che aveva voglia di venire al Milan – ha ammesso il d.s. rossonero Mirabelli -, ma alcuni matrimoni alla fine non si fanno“. In attacco André Silva e Kalinic ed a completare il reparto Cutrone: “Potrebbe essere una di loro tre la punta da 30 gol tanto decantata. André Silva sarà uno dei più forti al mondo nel suo ruolo, Kalinic è affidabile e perfetto per il gioco di Montella e Cutrone ha sempre segnato sin qui…. Sono contento del mercato che abbiamo fatto, dispiace solo che la gente ci chiedesse il botto finale negli ultimi giorni. Noi pensiamo di programmare le cose in tempo e non arrivare a fare l’acquisto dell’ultima ora”.
MILAN, IL PUNTO DI MIRABELLI E FASSONE SUL CALCIOMERCATO – “Pensiamo di aver formato una rosa numericamente e qualitativamente giusta, non credo ci manchino dei ricambi. Faremo 3 competizioni al massimo, e se nel nostro cammino ci accorgeremo che ci manca qualcosina allora interverremo a gennaio. In quel caso non ci tireremo indietro. Adesso dobbiamo solo aspettare il giudizio del campo: solo così capiremo se avremo lavorato bene oppure no”.