Calciomercato, Serie A: da Dzeko a Cuadrado la top 10 degli acquisti conclusi

Da Dzeko a Cuadrado, passando per Romagnoli: ecco i migliori dieci acquisti della squadre di Serie A nel mercato appena concluso

Concluso il calciomercato estivo, partito l’uno luglio, è tempo di tirare le somme. Tantissime le trattative, come prassi impone, condotte in porto, con questa sessione che, rispetto agli anni passati, ha restituito un po’ di lustro al campionato di Serie A. Sono arrivati dall’estero grandi giocatori come Bacca, Dzeko e Kondogbia, giusto per citarne qualcuno. Qualche rivelazione della scorsa annata ha cambiato casacca, come Dybala, Valdifiori e Iago Falque, mentre qualcuno tenta di rilanciarsi dopo anni di vacche magre, su tutti Pazzini. Ma quali sono i colpi più importanti di questo mercato? Scegliamo i migliori dieci, cercando di non scontentare nessuno.

1 – Edin Dzeko (Roma): La Roma forse ha trovato, finalmente, la chiave di volta per centrare il tanto agognato tricolore. Aldilà di tutto, negli ultimi due anni, una prima punta di caratura mondiale era mancata parecchio ai giallorossi, sia per quel che concerne la manovra che in merito ai goal segnati. Chi conosce Dzeko sa quanto pesante sia il suo apporto nell’economia del gioco. Al Wolfsburg, quando andò via, qualcuno pianse. Al Manchester City, per via delle troppe primedonne, non lo hanno mai apprezzato a dovere. Dzeko, dall’alto dei 188 goal segnati in carriera, è pronto a scrivere il suo nome nell’elenco dei re di Roma: 18 milioni di euro, un capolavoro di mercato. Benvenuto, campione.

2 – Paulo Dybala (Juventus): La più grande sorpresa dello scorso campionato, quando con Vazquez ha composto un tandem micidiale che ha fatto venire il mal di testa a numerose difese avversarie. Lo volevano in tante, su tutte l’Inter, lui ha scelto la Juventus, affascinato dai recenti successi bianconeri e dalla storia del club. Al suo battesimo ha segnato in Supercoppa, poi Allegri lo ha relegato in panchina all’esordio in campionato, prima di affidargli le chiavi dell’attacco nel terribile match contro la Roma: ha fatto goal ed è stato tra i pochissimi a salvarsi. Ha classe, personalità, voglia di fare, umiltà: lui, più di ogni altro, ha le doti per continuare a vestire di grandezza la Vecchia signora. Pagato carissimo (circa 40 milioni di euro), difficilmente non dimostrerà di valere i soldi spesi per lui.

3 – Carlos Bacca (Milan): Dai tempi di Ibrahimovic il Milan non aveva un attaccante di così grande spessore internazionale. Chiaro che Zlatan sia praticamente inimitabile, ma il colombiano è puntero di tutto rispetto. Non si diventa per caso capocannoniere di Europa League, non si segnano per caso 142 goal in carriera quando la carta d’identità parla di 29 anni, non si viene definiti per caso grandi giocatori. Già, perché Bacca non è il classico centravanti d’area di rigore, è una prima punta che aiuta spesso il centrocampo, che va a prendersi palla fuori area, che fa sempre e comunque goal. Le sue progressioni, senza volere apparire blasfemi, ricordano talvolta Ronaldo. Ha i piedi ben saldi per terra, cosa che non guasta mai. Toglierà spesso le castagne dal fuoco al Milan, come giusto che sia per chi è stato pagato 30 milioni di euro. Un onore averlo in Serie A.

4 – Stevan Jovetic (Inter): Il suo ritorno in Serie A, prima del fischio d’inizio contro l’Atalanta, è passato un po’ sotto traccia. Del resto, pur avendo ben in mente gli strepitosi anni alla Fiorentina, il periodo vissuto al Manchester City ne aveva un po’ offuscato la stella. Tra qualche infortunio di troppo e la scarsa considerazione ricevuta da parte di Pellegrini, in Inghilterra il montenegrino, con quell’anonimo numero 35 sulle spalle, si era immalinconito. Sprazzi di classe nel grigiore generale. Poco, per un calciatore baciato dal talento come lui. In suo soccorso è arrivata l’Inter di Mancini, dove, partito Kovacic, gli hanno reso l’onore della numero 10. Onore ed onere, dei quali Jovetic si è subito dimostrato all’altezza: 3 goal nelle prime 2 partite, dove nessuno si è accorto dell’assenza di Icardi. Bentornato Jojo, ci sei mancato.

5) Mario Mandzukic (Juventus): In molti non hanno visto di buon occhio il gioco di porte girevoli innescato da dirigenti della Juventus: out Llorente a costo zero, dentro Mandzukic in cambio di 18 milioni di euro. Eppure il croato è centravanti di indiscutibile valore. Non bello da vedere, regala poco alla platea, eccezion fatta che per coloro i quali si esaltano per i lottatori, per chi adora vedere sputar sangue per la maglia. Già, perché Mandzukic è la classica prima punta pesante, che di botte ne prende ma anche ne dà, forse soprattutto ne dà. Ed i goal li fa, in particolar modo se ben assistito dalle fasce: sui colpi di testa, ingaggia duelli dai quali spesso e volentieri esce vincitore. Ha marchiato la Supercoppa con il goal del vantaggio, poi ha steccato nelle prime due giornate di campionato. Gli si dia tempo, chiedete ad Heynckes cosa ne pensi di Mandzukic ed anche  il grado di incisività da lui avuto nella Champions League vinta nel 2013.

6) Alessio Romagnoli (Milan): Pesano come un macigno i 25 milioni di euro versati dai rossoneri nelle casse della Roma per affidargli le chiavi della difesa. Parliamo di un ventenne con all’attivo un solo campionato di Serie A, dove ha dimostrato innate doti da leader alla Sampdoria. Su input del neo allenatore Mihajlovic, che sotto la ‘lanterna’ lo ha lanciato e plasmato, Galliani ha condotto una lunga trattativa che ha poi avuto esito positivo. E’ ancora prematuro per emettere giudizi definitivi, l’impressione è, però, che il Milan abbia fatto un investimento giusto. Il ragazzo ha personalità, come dimostra la scelta di volersi cucire sulle spalle la maglia numero 13 che è stata di un certo Nesta, ma ha anche grande capacità di lettura nelle azioni difensive, oltre che la giusta dose di grinta. Se dovesse migliorare in fase di impostazione, saremmo di fronte ad un degno erede del più forte difensore italiano degli ultimi vent’anni.

7) Geoffrey Kondogbia (Inter): Partiamo da un presupposto: i quasi 40 milioni di euro spesi dai nerazzurri per il giovane centrocampista francese sono forse un po’ troppi. Ma il mercato di questi anni è tornato ad essere dopato e, dunque, bisogna anche adeguarsi ai tempi che corrono. Ciò non deve però inficiare il giudizio sul giocatore che, potenzialmente, può risollevare le sorti di un centrocampo, come quello nerazzurro, reduce da anni di vacche magre. Non è Pogba, eppure Kondogbia è elemento di grandissima quantità e di buona qualità. Non deve passare il messaggio che l’ex Monaco sia un semplice randellatore. Pur non essendo i piedi quelli del fine cesellatore, il ragazzo il pallone sa toccarlo e, tra le altre cose, ha anche una buona botta da fuori area. Non appena si ambienterà completamente nel nostro campionato, l’Inter ne trarrà enorme giovamento.

8) Wojciech Szczesny (Roma): La carta d’identità è spietata per tutti, anche per un bravo portiere come Morgan De Sanctis. Ecco che per la Roma si è aperta la necessità di trovare un nuovo portiere e, in questo caso, un assist ai giallorossi lo ha fornito l’Arsenal. Insoddisfatto delle prove dell’estremo difensore polacco ma, soprattutto, ingolosito dalla possibilità di comprare un top goalkeeper come Cech, Wenger ha dato il via libera alla partenza, in prestito, di Szczesny. Che nelle prime due partite ha fatto vedere grandi cose, risultando decisivo contro la Juve con un balzo felino sul colpo di testa di Bonucci. Continuasse così, nella Capitale inizieranno presto le trattative per il riscatto del suo cartellino.

9) Mohamed Salah (Roma): Un vero e proprio intrigo di mercato, quello legato all’egiziano: la Fiorentina ha cercato di trattenerlo a tutti i costi, l’Inter è stata vicinissima a chiuderne l’acquisto, la Roma ha poi convinto tutti a farlo proprio, in primis il Chelsea, club proprietario del cartellino. Le aspettative su di lui sono di quelle altissime, le pressioni della Capitale non sono facili da reggere per tutte. A patto che il suo gioco non diventi prevedibile, la sua velocità, i suoi cambi di gioco, le sue accelerazioni, possono rappresentare un’arma imbattibile per aprire varchi nelle difese avversarie. Nelle prime due giornate di campionato la sua intesa con Dzeko è parsa buona. Di certo, siamo su un altro pianeta rispetto al velocista Gervinho, i cui piedi non sono certo particolarmente delicati come quelli di Salah.

10) Juan Cuadrado (Juventus): Fosse arrivato alla Juve un anno fa, saremmo qui a celebrare il colpo da novanta. I sei mesi bui al Chelsea ne hanno un po’ offuscato la stella ma, sperano dalle parti di Torino, non le doti. Calciatore velocissimo, capace di fare magie col pallone anche a ritmo sostenuto, può rappresentare un elemento cardine nella stagione bianconera, cominciata non benissimo. Non è difficile immaginare che Allegri gli dia un ruolo di grande responsabilità, con il possibile cambio di modulo che potrebbe vedere il colombiano protagonista. Giunto in prestito, se farà cose egregie la Juve verserà 25 milioni nelle casse dei ‘blues’ tra dodici mesi e lo acquisterà a titolo definitivo.