Giuseppe Marotta lo ha ammesso senza giri di parole: se oggi Massimiliano Allegri è il nuovo allenatore della Juventus è perché “la rescissione consensuale del contratto con Antonio Conte ci ha trovati impreparati. Dovevamo fare in fretta”. In questi termini l’ad della Juventus ha riconosciuto che con Conte le cose sono precipitate. E’ vero che le divergenze col tecnico covavano sotto la cenere. Basti pensare al tono con cui la società aveva annunciato il rinnovo: un (freddo) ‘tweet’ e niente più, “Stagione 2014-2015: allenatore Antonio Conte”. Quel rinnovo tuttavia aveva permesso alla Juventus di rinviare ogni decisione. Al primo giorno di raduno le cose sono precipitate. La società si è trovata così nel giro di 24 ore con un’urgenza non rimandabile: dotare la squadra di un nuovo tecnico. La scelta è caduta su Massimiliano Allegri “perché il suo profilo ci è sembrata il più vicino a quello che stavamo cercando” ha detto Marotta. Perché Allegri – ha spiegato l’ad juventino – ha un curriculum “da vincente” in tutte le categorie in cui ha allenato; perché col Milan è arrivato allo scudetto alla sua prima panchina; perché era immediatamente disponibile, poteva cominciare subito. Ma c’è un’altra ragione – che la società non ha sottolineato in termini altrettanto espliciti – che ha portato la Juventus a questa scelta: Allegri si è impegnato ad accettare la “strategia di serietà e oculatezza” con la quale la società sta affrontando il mercato. Cioè a dire: giocatori come Sanchez e Cuadrado sono fuori portata, e lasciamo perdere anche Iturbe, per il quale la Juventus aveva una trattativa in fase avanzata col Verona. I nomi certi dati in entrata per la nuova stagione sono e al momento restano solo due: il francese Evra e lo spagnolo Morata. “E’ evidente – ha precisato Marotta – che prima di procedere abbiamo ritenuto necessario un confronto col nuovo tecnico”. Il quale in conferenza stampa si è detto in pieno accordo col la società: “Evra ha caratura internazionale – ha detto Allegri -. E Morata è un giovane con le potenzialità per diventare un campione”. Il problema è che sul mercato continuano a circolare voci che danno nomi eccellenti in uscita. Per Vidal il Manchester United è pronto a un offerta milionaria, lo stesso dicasi per Paul Pogba. Sono i due giocatori più amati dai tifosi, una loro cessione provocherebbe certamente problemi con la piazza. “Vidal ci è stato chiesto da club importanti, ma ce lo teniamo stretto – ha detto Marotta -. Come sapete, però, alla fine è sempre il giocatore a decidere il suo futuro”. Su Pogba, invece, non una parola da Marotta. Il solo Allegri, sommessamente, si è limitato a dire: “Non parto con un mio modulo, e stravolgere la squadra non avrebbe alcun senso. Porterò semplici accorgimenti in base alle caratteristiche dei giocatori che avrò a disposizione. Ma Vidal e Pogba sono fondamentali”.