Dal Chelsea alla Juventus: le squadre che hanno investito di più nel calciomercato estivo 2026

Dalla Premier League alla Serie A, passando per Liga, Bundesliga e Saudi Pro League: ecco i club che hanno investito maggiormente nel mercato estivo 2026, le operazioni più costose e le strategie economiche dietro ai grandi acquisti

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A poche settimane dalla chiusura della finestra estiva, il calciomercato è ormai entrato nella sua fase più intensa. Mentre i principali campionati europei si preparano al via della stagione 2026/27, i club continuano a investire milioni di euro per rinforzare le proprie rose, anticipare la concorrenza e costruire squadre in grado di competere per campionati e coppe internazionali. Dalle big della Premier League alle società della Saudi Pro League, passando per Serie A, Liga e Bundesliga, anche quest’anno la sessione estiva conferma una tendenza ormai consolidata: il mercato è sempre più globale e la capacità di spesa continua a rappresentare uno dei principali indicatori della competitività di un club. Accanto ai grandi investimenti, però, emergono modelli differenti. Alcune società puntano su acquisti di alto profilo, altre preferiscono distribuire il budget su giovani prospetti o investimenti strategici in prospettiva. Analizzare chi ha speso di più permette quindi di comprendere non solo l’andamento del mercato, ma anche le diverse strategie economiche e sportive adottate dai club. Ecco quali sono, finora, le squadre che hanno investito maggiormente nel calciomercato estivo 2026, sia in Serie A sia nel resto d’Europa e del mondo.

Le squadre che hanno speso di più nel calciomercato 2026

La Premier League continua a dominare il mercato internazionale. Grazie ai ricavi derivanti dai diritti televisivi e alla solidità finanziaria dei propri club, il campionato inglese concentra ancora una volta buona parte della spesa complessiva europea. Ecco quali club hanno speso di più fino a ora tenendo conto del saldo di mercato tra acquisti e cessioni.

Club Campionato Acquisti (in euro) Cessioni (in euro) Saldo (in euro)
Chelsea Premier League 388,95 milioni 132,3 milioni -256,66 milioni
Tottenham Premier League 267 milioni 81,5 milioni -185,5 milioni
Manchester City Premier League 175,2 milioni 23,17 milioni -152,03 milioni
Juventus Serie A 137,5 milioni 22,7 milioni -114,45 milioni
Liverpool Premier League 103,6 milioni zero -103,6 milioni
Atlético Madrid LaLiga 102 milioni 1 milione -101 milioni
Barcelona LaLiga 110,5 milioni 14 milioni -96,5 milioni
Ipswich Premier League 98,65 milioni 8,17 milioni -90,48 milioni
Fiorentina Serie A 100,3 milioni 11,05 milioni -89,25 milioni
Fenerbahce Süper Lig 81,17 milioni zero -81,17 milioni
Brentford Premier League 83,5 milioni 7 milioni -76,5 milioni
Paris FC Ligue 1 79,5 milioni 5 milioni -74,5 milioni
Al-Ahli Saudi Pro League 71,26 milioni zero -71,26 milioni
Roma Serie A 84,5 milioni 14,3 milioni -70,2 milioni
Como Serie A 84,5 milioni 15,3 milioni -69,2 milioni
Bayern Monaco Bundesliga 103,45 milioni 34,75 milioni -68,7 milioni
Everton Premier League 65,3 milioni zero -65,3 milioni
Milan Serie A 107,35 milioni 44,5 milioni -62,85 milioni
Besiktas Süper Lig 66,95 milioni 8,7 milioni -58,25 milioni
Bournemouth Premier League 68,5 milioni 11,4 milioni -57,10 milioni

Tenendo conto solo delle cifre spese per gli acquisti, senza considera il saldo, la classifica dei club varia leggermente:

  • Chelsea 388,95 milioni
  • Tottenham 267 milioni 
  • Manchester City 175,2 milioni
  • Juventus 137,5 milioni
  • Newcastle (Premier League) 161,10 milioni
  • Brighton (Premier League) 126,4 milioni
  • Barcelona 110,5 milioni
  • Milan 107,35 milioni
  • Aston Villa (Premier League) 105,5 milioni
  • Liverpool 103,6 milioni
  • Bayern Monaco 103,45 milioni
  • Atlético Madrid 102 milioni
  • Sporting CP (Primeira Liga) 101,28 milioni
  • Fiorentina 100,3 milioni
  • Real Madrid (LaLiga) 100 milioni
  • Ipswich 98,65 milioni
  • Manchester United (Premier League) 97,3 milioni
  • Roma 84,5 milioni
  • Como 84,5 milioni
  • Brentford 83,5 milioni

Le società protagoniste del mercato estivo hanno investito cifre particolarmente elevate per rinforzare la rosa in vista della nuova stagione. Insieme a loro altri club europei, pur con strategie differenti, hanno deciso di accelerare il processo di rinnovamento attraverso importanti investimenti sul mercato. Accanto alla Premier League continuano a investire anche Liga, Bundesliga, Serie A e Ligue 1, sebbene con disponibilità economiche generalmente inferiori rispetto ai club inglesi.

Le squadre di Serie A che hanno investito di più

Anche il calciomercato italiano si sta rivelando particolarmente dinamico. Dopo stagioni caratterizzate da una maggiore prudenza finanziaria, diversi club hanno aumentato gli investimenti per rafforzare le rispettive rose. Ecco quali club italiani hanno speso di più fino a ora.

Club Acquisti (in euro) Saldo (in euro)
Juventus 137,5 milioni -114,45 milioni
Milan 107,35 milioni -62,85 milioni
Fiorentina 100,3 milioni -89,25 milioni
Roma 84,5 milioni -70,2 milioni
Como 84,5 milioni -69,2 milioni
Napoli 67,2 milioni -49,5 milioni
Venezia 43,75 milioni -12,22 milioni
Inter 41 milioni -14,5 milioni
Genoa 26,3 milioni -9,4 milioni
Bologna 23,8 milioni +35,7 milioni
Udinese 22 milioni +5,5 milioni
Parma  20 milioni -14,8 milioni
Torino 19,8 milioni -7,4 milioni
Lazio 15,3 milioni +7,7 milioni
Sassuolo 12,5 milioni +28 milioni
Atalanta 12 milioni +55 milioni
Monza 9 milioni -7,7 milioni
Frosinone 6,1 milioni -6,1 milioni
Cagliari 5,55 milioni +7,45 milioni
Lecce 5 milioni -1,65 milioni

Le strategie, tuttavia, restano molto differenti. Alcune società hanno privilegiato investimenti immediati per aumentare la competitività già dalla prossima stagione, mentre altre hanno puntato soprattutto su giovani calciatori dal forte potenziale di crescita, cercando di coniugare sostenibilità economica e valorizzazione del patrimonio sportivo.

Chi ha speso di più per un singolo giocatore

Tra gli indicatori più significativi del mercato figurano i trasferimenti più costosi dell’estate. A dominare, anche in questo caso, è il campionato inglese che compare in 13 dei 20 acquisti più costosi dell’estate fino ad ora. 

Giocatore Club acquirente Club cedente Costo del trasferimento (in euro)
Morgan Rogers Chelsea Aston Villa 138 milioni
Elliot Anderson Manchester City Nottingham Forest 135 milioni
Sandro Tonali Tottenham Newcastle 108 milioni
Mateus Fernandes Tottenham West Ham 99 milioni
Anthony Gordon Barcelona Newcastle 80 milioni
Goncalo Ramos Milan Paris Saint-Germain 74 milioni
Crysencio Summerville Al-Hilal West Ham 64,5 milioni
Jeremy Jacquet Liverpool Rennes 63,6 milioni
Maxence Lacroix Chelsea Crystal Palace 60,7 milioni
Jean Paul Van Hecke Tottenham Brighton 60 milioni
Jonah Manzambi Aston Villa Friburgo 60 milioni
Marco Palestra Chelsea Atalanta 57 milioni
Andrey Santos Manchester United Chelsea 56,3 milioni
Marc Cucurella Real Madrid Chelsea 55 milioni
Luka Vuskovic Brighton Tottenham 54 milioni
Ismael Saibari Bayern Monaco PSV Eindhoven 50 milioni
Nathaniel Brown Bayern Monaco Eintracht Francoforte 50 milioni
Geovany Quenda Chelsea Sporting 50 milioni 
Bazumana Touré Newcastle Hoffenheim 50 milioni
Rasmus Hojlund Napoli (riscatto) Manchester United 44 milioni

Premier League ancora dominante: perché i club inglesi spendono più degli altri

Se anno dopo anno le classifiche delle società più spendaccione sono dominate dalle inglesi, il motivo va ben oltre il semplice valore delle proprietà. Il principale vantaggio competitivo deriva infatti dall’enorme valore dei diritti televisivi della Premier League, che garantiscono ricavi elevati anche alle squadre di media classifica. Basti pensare che nella stagione 2025/26 i 20 club inglesi della prima serie hanno incassato un totale di 3.689,4 milioni di euro contro gli 887 milioni incassati dai club di Serie A complessivamente. A questi si aggiungono sponsorizzazioni internazionali, ricavi commerciali sempre più consistenti e una distribuzione delle risorse decisamente più equilibrata rispetto ad altri campionati europei. Questo modello consente ai club inglesi di affrontare il mercato con una capacità di investimento spesso superiore a quella delle principali concorrenti continentali, pur dovendo rispettare le regole del Profitability and Sustainability Rules (PSR) e le nuove norme UEFA sul costo della rosa. Non mancano, d’altro canto, le critiche alle “spese folli” della Premier League accusate, tra le altre cose, di creare una distorsione del mercato globale. L’elevato potere di acquisto dei club inglesi avrebbe alterato i parametri tradizionali del calciomercato, contribuendo a spingere i prezzi ben oltre i valori di mercato non tanto per i top player quanto per i calciatori di fascia media, irraggiungibili dagli altri campionati europei. Questa bolla speculativa sarebbe più evidente nel caso dei cosiddetti “flop”, giocatori acquistati con trattative multimilionarie che si sono rivelati dei fallimenti all’interno della rosa, venendo svalutati ma rimanendo comunque inavvicinabili per le squadre estere. 

Spendere tanto significa vincere?

Le classifiche del calciomercato raccontano soltanto una parte della storia. Storia, dati e studi dimostrano infatti come non sempre gli investimenti più elevati si traducono automaticamente in risultati migliori. Al contrario, sarebbero la stabilità del monte ingaggi complessivo e la coerenza strategica del club a fare la differenza nell’albo di una società. Il costo totale dei trasferimenti spiega solo una parte limitata della variazione dei punti in classifica di anno in anno. Il monte ingaggi, invece, secondo gli studi è responsabile di circa l’80-85% della varianza dei risultati sportivi. Sessioni di calciomercato caratterizzate da alte spese e troppi acquisti potrebbero portare all’effetto saturazione, impedendo all’allenatore di creare un’identità di squadra e sviluppare la chimica di gruppo necessaria al gioco. Da non dimenticare, infine, una delle caratteristiche imprescindibili del calcio: l’imprevedibilità. Infortuni dei giocatori, decisioni arbitrali episodiche, errori individuali e gestione psicologica della pressione possono incidere sui risultati più della disponibilità economica. L’efficacia di una campagna acquisti, dunque, dipende dalla qualità della programmazione, dalla coerenza con il progetto tecnico, dalla valorizzazione dei nuovi acquisti e dalla sostenibilità economica nel medio periodo. Per questo motivo molti club stanno progressivamente spostando l’attenzione dal semplice volume di spesa alla costruzione di modelli sempre più efficienti, basati su scouting, analisi dei dati e pianificazione finanziaria. Nel calcio moderno, più che spendere di più, conta spendere meglio

Un mercato ancora aperto

Le classifiche delle squadre che hanno speso di più sono destinate a cambiare ancora nelle prossime settimane. Con numerose trattative ancora aperte, il mercato estivo può infatti modificare rapidamente gli equilibri economici tra i principali campionati europei. Più che una semplice corsa agli investimenti, il calciomercato continua a rappresentare uno specchio delle diverse strategie dei club: da una parte chi punta subito al successo attraverso grandi acquisti, dall’altra chi costruisce valore nel tempo cercando il giusto equilibrio tra competitività e sostenibilità finanziaria.