Quest’estate David Pizarro aveva lasciato l’Italia per una ‘questione di cuore’, ma paradossalmente sembra che il cileno abbia lasciato il cuore proprio in Italia. Intervistato dalla ‘Gazzetta dello Sport’, l’ex centrocampista della Fiorentina, infatti, ha esternato la sua nostalgia per il nostro paese:
“In Italia potrei anche finire col viverci per sempre. Adoro soprattutto Roma e i romani, che per come intendono vita e calcio si avvicinano molto ai cileni. Purtroppo in Cile ho trovato una realtà calcistica del tutto diversa da come mi aspettavo. E’ l’intero sistema che non funziona: abbiamo vinto la Copa America, ci sono stadi nuovi meravigliosi con squadre seguite da 300 spettatori. I club si disinteressano di tutto, tanto sanno di poter andare avanti grazie ai soldi delle tv. Io sono tornato per amore del mio Paese, non per scappare dall’Italia: è stata una mazzata. La Nazionale non è riuscita a fare da spinta e le nuove generazioni sono senza talento. Ecco perché vorrei tornare in Italia. Subito, già a gennaio”. Indubbiamente non mancano le pretendenti per il cileno: la sua qualità infatti fa gola a molti a partire da una sua ex squadra, l’Udinese. Non va sottovalutato però anche l’interesse del Palermo e del Genoa. Timidi sondaggi anche da parte del Bologna e dell’Hellas Verona. Insomma il suo ritorno in Italia a gennaio potrebbe essere realtà.
E la famiglia sembra appoggiare questa sua scelta: “Sono tutti con me. Vogliono tornare tutti, anche perché i miei figli sono nati in Italia, fra Udine e Firenze, e sono abituati a un’altra realtà. Fisicamente non ho mai avuto infortuni gravi, perché nel mio ruolo c’è meno usura rispetto agli altri, perché non ho vita notturna e perché, senza presunzione, posso garantire qualità, cosa che ormai è sempre più rara. Francamente: mi sentirei pronto anche per una big. Nel calcio ormai si preferisce l’atleticità alla tecnica. Prima bisogna correre i cento metri in 11 secondi e poi saper stoppare il pallone. In Italia è una deriva degli ultimi anni: quando arrivai, tutte le squadre avevano 2-3 giocatori coi piedi buoni, adesso li hanno solo le prime quattro o cinque, e c’è divario già con l’ottava. Si gioca a calcio sempre meno, anche perché gli allenatori ormai sono ciechi: non c’è null’altro che conti oltre al risultato”.
Stasera andrà in scena il big match tra Inter e Roma. Pizarro, nonostante sia ex di entrambe le squadre ha le idee chiare per chi fare il tifo: “Il mio cuore dice Roma. E’ la squadra che più mi è rimasta nel cuore e la città dove vorrei tornare a vivere. E’ bello pensare che questa è una sfida che vale il primato. Prevedo un due a uno per i giallorossi e prevedo lo scudetto. L’Inter non mi convince. Anche ai nerazzurri sono legato. Inter per me vuol dire Facchetti e Moratti. Facchetti è stato importantissimo per la mia carriera, mi ha trattato come un figlio. E Moratti è un gran signore, un numero uno. Mi spiace che il club sia finito in mani straniere, mi spiace in generale che questo accada anche in Italia. In generale, sono legato a tutti i club in cui sono stato. Ed è fantastico vederne tre fra i primi quattro in classifica. L’Udinese ti fa crescere sotto ogni aspetto, come lavorano loro ce ne sono pochi in Europa. E sono contento per la Fiorentina, che ha dato continuità alle ambizioni”.
Infine un commento su alcuni allenatori speciali avuti nella sua carriera: “Spalletti e Montella: tirano fuori il meglio dei giocatori, anche umanamente. Con uno di loro il Milan avrebbe potuto ripartire davvero. Mi stupiscono tutte queste difficoltà per un club del genere. Avevo avuto qualche contatto anch’io, ma poi non se n’è fatto nulla, anche perché sono sempre stato extracomunitario”.