Dubbio Napoli: Pipita sì o Pipita no? Tifosi insoddisfatti e mercato che non decolla…

A Napoli è in corso un cambiamento netto rispetto alle scorse stagioni, l'ago della bilancia del mercato sarà Gonzalo Higuain

Anno nuovo e allenatore nuovo a Napoli. Dalla scelta di un tecnico di livello internazionale fatta due anni fa, il Presidente De Laurentiis è passato ad un allenatore rivelazione, seppur non più giovanissimo. La scelta del patron napoletano di affiancare a Maurizio Sarri il ds ex Carpi Giuntoli è del tutto in controtendenza rispetto alla dimensione extranazionale che fino a ieri la società aveva perseguito. Una scommessa. Anzi, due scommesse. Né l’allenatore, né il direttore sportivo hanno ancora assaggiato il calcio ad un livello così alto. Si sa che De Laurentiis ci vede lungo, ma la piazza ha già iniziato a rumoreggiare. E iniziano anche le prime gatte da pelare.

sarriPronti via e già bisogna affrontare il capitolo partenze. E non siamo neanche arrivati a luglio. Albiol, Callejon e (soprattutto) Higuain erano arrivati da Madrid e (insieme a Reina, pronto a tornare) avevano formato il blocco di lingua spagnola in cui Rafa Benitez confidava per portare in bacheca nuovi trofei. Ma poi è arrivato il Real. Dopo aver contribuito al rafforzamento della rosa azzurra, le merengues si sono portate via il tecnico spagnolo e anche le certezze di un mercato da prima pagina. I nomi che si sentono nei vicoli partenopei non rimbombano per niente; Hysaj, Valdifiori, Saponara. Buoni giocatori, sì, ma non i campioni che i tifosi speravano per vedere – finalmente – la loro squadra lottare per il tricolore. E così anche quest’anno c’è il rischio che la campagna di rafforzamento diventi una campagna di indebolimento. Lo scorso anno i partenti Dzemaili e Behrami a centrocampo furono sostituiti da David Lopez e dal rientrante Gargano. Rafforzamento? E se quest’anno oltre alla partenza di Callejon (che appare molto probabile) si aggiungesse anche quella di Higuain? Esiste sul mercato un attaccante capace di sostituire l’argentino nella rosa azzurra? Bisogna fare due riflessioni. E l’ordine delle due riflessioni non dovrà essere invertito.

Prima riflessione. Higuain doveva essere per il Napoli il fuoriclasse che avrebbe guidato gli azzurri là dove non era riuscito Cavani prima di lui. Ma nelle partite clou del 2015 il franco-argentino aveva un biglietto pagato in prima fila per assistere alla disfatta dei suoi compagni. Così Higuain ha prima fallito contro la Roma, poi contro la Juventus, passando per il Parma e per la Lazio in semifinale di Coppa Italia, andando a completare il suo disastroso finale di stagione prima con le decine di occasioni fallite contro il Dnipro tra andata e ritorno e poi, ultimo e più importante e disastroso errore, con il rigore sbagliato nello spareggio Champions al San Paolo contro la Lazio. Higuain non ha dato quanto i tifosi avrebbero voluto. Quindi, i tanti errori in zona gol potrebbero aver rotto qualcosa nel rapporto Pipita-tifosi partenopei.

Seconda riflessione. 53 gol segnati in 104 partite con la maglia del Napoli, più di uno ogni due partite. E gli assist decisivi non si contano. Higuain è, senza dubbio alcuno, uno dei migliori attaccanti al mondo. Discutere Higuain sarebbe il colmo. 189 gol segnati in carriera e molti altri apparecchiati per i compagni di squadra. Numeri da top. Non si possono dimenticare i gol in Champions della scorsa stagione. Non si può dimenticare la sforbiciata contro la Roma. Non può essere dimenticata la doppietta contro la Juventus in Supercoppa Italiana, poi vinta ai rigori. Ma non si possono dimenticare soprattutto le lacrime versate dal Pipita dopo l’eliminazione dal girone della Champions League 2013/2014 alla fine della gara casalinga contro l’Arsenal.

Higuain merita rispetto, ma merita soprattutto l’amore che solo i tifosi napoletani sono capaci di donare. Un progetto serio e coerente con le dichiarazioni sempre rilasciate da De Laurentiis non può prescindere da Gonzalo Higuain.Il Napoli non può lasciarsi sfuggire dalle mani uno dei migliori attaccanti del panorama mondiale. Trattenere Higuain vuol dire mantenere una credibilità che in questi giorni sta vacillando. Ma i tifosi devono soltanto stare tranquilli ed aspettare l’inizio di un nuovo anno calcistico. Le mani in cui si trovano, quelle del patron De Laurentiis, sono affidabilissime.

Donato D’Aiuto