Con Icardi a mezzo servizio, Milito appena rientrato da un lungo infortunio e Belfodil che era dato per sicuro partente molto prima di accasarsi al Livorno, l’Inter era obbligata ad operare sul mercato in entrata per ciò che concerne l’attacco. Nel corso di tutto il periodo della campagna acquisti sono stati fatti i nomi di Alessandro Matri, andato poi alla Fiorentina, Marco Borriello, trasferitosi al West Ham e Pablo Daniel Osvaldo, approdato poi ad una Juve molto meno bisognosa dei nerazzurri nel reparto offensivo.
Il tutto prima del clamoroso scambio tra Vucinic e Guarin non andato in porto esclusivamente per il volere di una minoranza dei tifosi a cui una società praticamente inesistente ha piegato la testa. Come se non bastasse tutto ciò, l’Inter si è presa Hernanes, un calciatore di valore assoluto, per carità, ma pagato fior di milioni ed appartenente ad un ruolo ben coperto, a maggior ragione adesso che Guarin è rimasto.
Quello condotto da Thohir ci è sembrato un mercato inspiegabile. L’ultima operazione potrà essere la cessione di Andrea Ranocchia al Galatasaray, ai nostri occhi giusta per ciò che ha dimostrato il calciatore in questione negli ultimi anni, mai definitivamente esploso. I nerazzurri si ritrovano adesso con soli 3 attaccanti. I tifosi fanno gli scongiuri: se dovesse farsi male qualcuno si rischierebbe un nuovo “caso Carew”. Lo scorso anno l’infortunio di Milito costrinse Moratti a guardare il mercato degli svincolati, non riuscendo a cavare un ragno dal buco, tentando l’ingaggio del suddetto norvegese ex Roma, giudicato poi non integro.