Per il terzo posto non e’ ancora finita, l’anno prossimo invece sara’ un’Inter in corsa per lo scudetto. Ne e’ convinto Roberto Mancini, ospite degli studi di “Gazzetta Tv”. “Chi me l’ha fatto fare a tornare? Non lo so, e’ stata una questione di affetto, di riconoscenza per tanti anni passati all’Inter in cui abbiamo avuto dei successi”, racconta a proposito del suo ritorno il tecnico jesino, che non ha ancora rinunciato all’idea di riportare gia’ in questa stagione l’Inter in Champions: “Per il terzo posto credo che saranno decisive le prossime 4 partite”. Del resto, fin qui, la sua missione e’ stata “dare maggior confidenza alla squadra e i progressi fatti in questi mesi sono stati enormi”, e allora perche’ non sognare in grande per il futuro a breve termine. “I giocatori lavorano bene, anche se continuiamo a fare degli errori, la squadra e’ migliorata tantissimo in mentalita’, nel gioco e lavorando adesso, mettendo una base solida e lavorando in preparazione con dei giocatori messi nella squadra, l’Inter puo’ lottare per lo scudetto”. Fondamentale sara’ il mercato, su cui pende pero’ l’incognita del fair-play finanziario. “Vedremo quello che potremo fare ma secondo me potremo fare delle buone cose, mettere dentro giocatori in grado di far fare il salto di qualita’ ai giocatori che sono qua”, il pensiero di Mancini, che esclude pero’ una partenza di Icardi: “credo che sara’ un giocatore importante per tanti anni, sta migliorando settimana dopo settimana, ci sta mettendo impegno”. E il sogno Yaya Toure’ resta vivo: “se, come sembra, vuole fare un’esperienza in Italia, ci puo’ essere questa possibilita’. Anche se ha 32 anni, e’ un giocatore fisicamente integro, che puo’ giocare in diversi ruoli, con una qualita’ tecnica incredibile”. Mancini ricorda con piacere l’esperienza al Manchester City: “l’Inghilterra e’ stata una buona scuola, prendono il calcio con un po’ piu’ di tranquillita’, non fanno di una sconfitta un dramma, e’ stata di grande aiuto, una bellissima esperienza, a me e’ servita molto”. Nessun rimpianto per non essere stato sulla panchina dell’Inter nell’anno del ‘Triplete’ (“credo molto nel destino, si vede che doveva andare cosi'”), diverso il discorso per quella ‘fuga’ che gli costo’ il Mondiale dell’86 in Messico, tanto che “per vergogna non ho richiamato Bearzot”. Poi una battuta su Balotelli: “ha un talento straordinario, ha perso un po’ di tempo, soprattutto negli ultimi anni, spero che abbia la forza e il carattere per poter tornare quello che era qualche anno fa, e’ in un grande club e ha questa possibilita'”.
Inter, Mancini promette: “Arriveranno grandissimi calciatori”
Il tecnico nerazzurro a 360° sulla squadra di Thohir