“Oggi per me è un giorno indimenticabile. Darò tutto me stesso per questi colori”. Queste le prime parole che Filippo Inzaghi ha pronunciato ieri, non appena è arrivata l’ufficialità della sua nomina ad allenatore del Milan. Nessuna sorpresa, la notizia era nell’aria da settimane e il temporeggiare era dovuto più alla ricerca di una soluzione consensuale con Seedorf che a un’indecisione sul nome del nuovo tecnico rossonero. E ieri pomeriggio è arrivato l’esonero dell’allenatore olandese, dopo soli cinque mesi sulla panchina del Milan. Ora tocca a SuperPippo, che con Seedorf è stato protagonista delle ultime gloriose annate dei rossoneri, provare a risollevare le sorti di una squadra da ricostruire dalle fondamenta. Berlusconi ha le idee chiare su cosa e su chi vorrebbe vedere in campo nella prossima stagione: un Milan giovane e di italiani. Certo, i due nomi in arrivo più recenti, Alex e Menez, non rispondono a questi requisiti, ma i rossoneri hanno già in casa un ottimo potenziale. De Sciglio, El Shaarawy, Cristante sono tutti giovani, sotto i 25 anni e sono tutti italiani. Ieri poi è arrivato il riscatto a titolo definitivo dalla Sampdoria di Andrea Poli, centrocampista classe ’89, impiegato da Allegri e Seedorf in diversi ruoli. C’è poi l’incognita Balotelli: Inzaghi lo vedrebbe bene in coppia con Pazzini, ma prima di tutto bisognerà decidere sul suo futuro, ma il tecnico ha fatto sapere di voler trattenere l’attaccante. Per il momento Inzaghi si dovrà dividere tra la ricostruzione della prima squadra e i programmi per la prossima stagione e gli impegni con la Primavera del Milan, di cui è ancora allenatore, impegnata dal 13 al 19 giugno nel trofeo Dossena. Insomma, per lui le ferie sembrano lontane.