Milan, Mihajlovic a tutto campo: “Siamo da Champions, ma con uno o due colpi…”

Mihajlovic sembra avere le idee chiare su come riportare il Milan alla vittoria: "Fondamentale far tornare la voglia di lavorare e allenare la testa". Questa la ricetta del tecnico serbo

Sinisa Mihajlovic ritiene che il lavoro fatto in Cina dal suo Milan sia più che positivo. Il tecnico serbo, intervistato dai colleghi de “La Gazzetta dello Sport”, ha le idee chiare sugli obiettivi che andranno ragginuti in campo e quelli che si possono ancora raggiungere sul mercato: “Arrivare tra i primi tre. Ma, con la squadra che abbiamo, se riusciamo a prendere ancora qualcuno possiamo fare il salto di qualità. Quanti e chi? Uno o due giocatori al massimo. Niente nomi…”.

‘Sacrifico’ è la parola chiave che Miha vuole inculcare nella testa dei giocatori: “Mai un altro concetto-base: i primi difensori devono essere gli attaccanti. E non è un modo di dire. Fino a metà campo le punte devono seguire gli avversari e sacrificarsi, dopo la metà campo ci pensano gli altri”.

“In ogni situazione i giocatori devono sapere che cosa fare – prosegue Miha – Non mi arrabbierò mai per un goal sbagliato, ma mi arrabbierò tantissimo se non faranno ciò che è concordato. Quando scendono in campo, all’80% sanno già che cosa fare, il restante 20% è adattamento all’avversario. Nei momenti di difficoltà non bisogna perdere la testa, ma seguire i propri principi di gioco. Quindi dobbiamo essere organizzati e sapere quello che vogliamo”.

La piazza ha voglia di tornare a vincere e potrebbe dunque mettergli pressione, ma il tecnico serbo non si spaventa: “Mi responsabilizza, ma io sono fatto così: più mi sento responsabilizzato e più tiro fuori il meglio da me stesso. Non ho paura di prendere rischi e affrontare certe sfide: io vivo per affrontarle e per vincerle”.

Il bicchiere fin qui è da considerarsi mezzo pieno: “Stiamo lavorando bene. Siamo ripartiti da zero cambiando giocatori, modulo, sistema di lavoro. Stiamo mettendo i tasselli giusti al posto giusto sia per quanto riguarda i concetti di gioco sia per quanto riguarda i comportamenti. Abbiamo preso la strada ideale e saremo pronti quando inizieranno le partite che contano”.

Disponibilità da parte di tutti e approccio mentale giusto, questo il ‘dogma’ di Mihajlovic che vuole infondere nel suo Milan: “Allenare la testa. Se sistemi quella, vai bene. Altrimenti no. La cosa fondamentale è stata far tornare ai giocatori la voglia di lavorare. Chi è al Milan deve dare il massimo e uscire dal campo a testa alta: è un obbligo. Il talento non batterà mai le regole. I giusti comportamenti ti portano alla vittoria, quelli sbagliati ti portano alla sconfitta. E attenzione: questo vale prima di tutto per me. Se io pretendo rispetto e lealtà, devo essere io a darli per primo”.

Guai se qualcuno si sentisse sicuro del posto: “I giocatori devono capire che si può essere determinanti anche in dieci minuti. E naturalmente si devono allenare bene, altrimenti non giocano di sicuro. Ma questo l’hanno già capito… Finora non posso lamentarmi di nulla. Scegliere la formazione è sempre la cosa più difficile se i giocatori si allenano bene. Nessuno si deve sentire titolare e chi non gioca deve mettermi in difficoltà in allenamento o nello spezzone che gli concedo. E se vogliono parlarmi, la mia porta sarà sempre aperta per loro. Io non ho problemi, ma non guardo in faccia a nessuno”.

La prima giornata di campionato vedrà impegnato il club rossonero con la Fiorentina, una delle ex squadre di Mihajlovic: “Forse è meglio: di sicuro non sottovaluteremo la partita, anche se questo non accadrà mai e contro nessuno. Non faccio mai caso al calendario. Mi è successo di pensare “è un buon inizio” e poi non facevo un punto. Le prime partite sono sempre un’incognita: meglio concentrarsi sul lavoro”.