Nazionale, operazione europeo: in tanti cambiano maglia alla ricerca della convocazione

L'europeo si avvicina e molti nazionali hanno cambiato maglia nella speranza di riscattare l'annata precedente o consacrarsi definitivamente

“Alzala alta capitano perché oggi è più bello essere italiani”. Questa frase pronunciata da Fabio Caressa, commentatore di Sky il 9 luglio del 2006 è diventata un mantra per tutti gli sportivi italiani. Nove anni fa a Berlino l’Italia si laureava campione del Mondo per la quarta volta nella sua storia. Nove anni che oggi sembrano un’eternità.

Da allora la Nazionale guidata da Antonio Conte è crollata al 17esimo posto del ranking Fifa, passando per una serie di cocenti delusioni. Oggi l’Italia sta cercando di ricostruire ripartendo dai giovani, ripartendo da una base che dopo il 2006 è venuta a mancare. Conte ha l’arduo compito di costruire delle fondamenta solide non solo in vista del prossimo europeo francese ma occorre costruire una struttura che possa ricominciare a far sognare i tifosi italiani. In tal senso è importante anche questo mercato estivo, che sta muovendo diverse pedine non sempre però in modo positivo.

Nell’anno che proietterà verso l’Europeo ogni calciatore si mette alla ricerca di un club che possa offrirgli minuti preziosi per farsi notare dal tecnico. Scelta condivisibile e seguita dalla maggior parte dei nazionali che in queste prime settimane di calciomercato hanno cambiato maglia.

Elementi come Valdifiori, passato dall’Empoli al Napoli al seguito del “suo” mentore Sarri che ha accolto anche Astori; Bertolacci approdato al Milan per 20 milioni; Immobile diretto a Siviglia per riscattare l’annata opaca di Dortmund; Destro ed El Sharaawy al Monaco; Ogbonna che lascia la Juve e va a cercar fortuna al West Ham; Darmian allo United; in tutti questi casi c’è la volontà di lasciare il club originario in cui o si è vissuta un’annata super e si vuole tentare il salto come Valdifiori, Bertolacci e Darmian o si era finiti ai margini come Immobile, El Sharaawy e Ogbonna che hanno sentito la necessità di cambiare aria per rilanciare la proprie ambizioni azzurre. In entrambi i casi il tempo dirà loro se le scelte intraprese sono state corrette o meno.  d

Va detto anche che quando si cambia maglia non sempre lo si fa in ottica nazionale. In questo caso possiamo annoverare i casi di Rugani, Zaza e Pirlo. I primi due passati dalla provincia alla Juve difficilmente avranno un minutaggio tale da permettere loro di mettersi in mostra agli occhi di mister Conte ma, certamente, hanno compiuto un passo significativo per le loro giovani carriere e, lavorando bene, i frutti arriveranno.

Per Pirlo il discorso è differente. Lui ormai non ha più nulla da dimostrare e il suo passaggio negli States deve essere inteso semplicemente per quello che è: una nuova esperienza di vita. Le perplessità sulla possibile convocazione in nazionale di Pirlo, dopo un torneo non propriamente probamente come quello statunitense, non attanagliano solo i tifosi ma, Antonio Conte, ha con il suo ex calciatore un rapporto molto diretto e sincero e certamente andrà ad operare la scelta giusta per il bene dell’Italia che verrà.