Il futuro è giallorosso, il progetto vincente della Roma: così Monchi ha in mente di lanciare definitivamente il club

La stagione della Roma fino al momento è stata altalenante, in particolar modo sono arrivati alcuni risultati negativi che hanno fatto perdere alcune posizioni in classifica, adesso la squadra è in grande ripresa e punta ad essere sempre più grande protagonista nella seconda parte della stagione. Ma soprattutto si pensa al futuro, in particolar modo il ds Monchi è al lavoro per costruire una squadra sempre più competitiva. Ecco le importanti indicazioni da parte di Monchi in un’intervista alla rosea: “I bilanci si possono fare quando finisce un progetto e il mio è ancora lungo. Se penso alla stagione scorsa è positivo, mentre questa finora non è buona. Ma non saranno alcuni risultati a cambiare il mio modo di pensare e a farmi passare l’entusiasmo di lavorare nella Roma. Ogni giorno sento che mi dimetto o che mi mandano via. No, l’ho già detto, resto alla Roma. Il mio obiettivo è arrivare al successo in modo graduale, ma continuo. Vorrei che si raccontasse meglio e a 360° che cos’è questo club, e penso che questo non venga fatto. Al di là di qualche risultato o di un acquisto giusto o sbagliato, per me la nostra è una società modello e mi dispiace che a volte rimanga in secondo piano rispetto ai giudizi su Monchi o Di Francesco. La Roma è di più di quello che si legge o si sente”.

Roma Monchi
Alfredo Falcone/LaPresse
ALFREDO

Su Di Francesco: “Quando siamo andati a Boston da Pallotta, di Eusebio abbiamo parlato 15-20 secondi. La mia fiducia in lui era grande quando l’ho preso, oggi che ci lavoro insieme è ancora più forte”. Su Zaniolo: “il merito di questa crescita è suo e dell’allenatore, che è stato bravo a crederci. L’Inter non voleva inserirlo nella trattativa per Nainggolan, Ausilio aveva alzato un muro, però volevano Radja e alla fine hanno ceduto. Zaniolo sta stupendo tutti ma con Nicolò dobbiamo essere più tranquilli, per il suo bene. Ha solo 19 anni”. Sul mercato di gennaio: “Cerchiamo solo giocatori che alzino il livello della squadra. Non è facile, ma ci proveremo fino alla fine. Ma come qualità e quantità siamo pronti, ne sono sicuro”. Piatek? “Sarebbe possibile, se non chiedessero 70 milioni. Per me è forte, ma lo è al Genoa. Siamo convinti che lo sarebbe, per dire, anche al Chelsea?”. Mancini?”Adesso impossibile, ma in estate è diverso”. Thiago Mendes? “Impossibile”. Ziyech e Belotti? “Mi piacciono tutti e due”. Bennacer? “Ci piace, ma se ne parlerà a giugno”. Dendocker e Ozyakup? “Impossibili, esattamente come Herrera”.

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