Torino, parla Cairo – Dopo una stagione tutto sommato positiva, anche se la lotta per l’Europa è stata abbandonata con molte giornate d’anticipo, oggi il Torino ha iniziato ufficialmente la sua preparazione in vista della prossimo campionato. A questo proposito il presidente Urbano Cairo ha parlato al termine del primo allenamento dei granata, toccando diversi argomenti. Dal calciomercato al raduno al Filadelfia, fino alla questione del contratto d’affitto dell’impianto e al futuro di Belotti. Ecco le sue dichiarazioni riportate da ‘Toro.it’: “Ho cercato in tutti i modi di essere presente al battesimo del Filadelfia, per noi è una giornata storica: vedere lo stadio pieno di gente festante e incitante, con cori e bandiere mi ha fatto davvero molto piacere. Sono molto contento. Belotti? Quella clausola è a 100 milioni appunto, perché molto elevata. Nessuno per ora si è fatto vivo: sono contento che sia con noi e spero che si possa andare avanti così. Noi lo abbiamo fatto sempre nelle regole, ma un o’ prima del mercato aperto. Abbiamo riscattato Falque a 6 milioni; abbiamo preso Lyanco dal San Paolo, che è un giocatore importante, del ’97, pagato 7 milioni, di cui mi dicono molto bene. Su di lui c’erano tante squadre, e c’è un bonus di 2 milioni ulteriori per lui. Abbiamo recuperato Bonifazi, che ha avuto la proposta

dello Zenit. Poi c’è Milinkovic–Savic, che è un portiere di prospettiva, e Sirigu, che è un giocatore importante. E poi abbiamo tenuto tutti, tutti quanti. E penso che questo sia molto importante. Vedo che tutte le squadre hanno avvicendamenti, giocatori che stanno in una squadra per qualche anno e poi ceduti: è una cosa che si vede dai mercati fatti ad oggi, e magari sono scelte obbligate anche per questioni di fair play finanziario. Il fatto che molti giocatori siano ricercati e sulla bocca di tutti è per noi un vanto e un onore; e il fatto che vogliamo tenerli è altrettanto importanti. Ma il mercato è fatto perché i giocatori che fanno bene siano appetiti. Mantenendo la rosa attuale, avremmo bisogno di un centrale, un’alternativa a centrocampo, un’alternativa sugli esterni e un vice Belotti. In difesa comunque siamo a posto: abbiamo due giovani come Bonifazi e Lyanco e due esperti come Rossettini e Moretti: siamo alla ricerca di un altro centrale. Paletta? Preferisco parlare di giocatore miei; quando si fanno dichiarazioni sui miei, non mi fa piacere; e di conseguenza preferisco non parlare io degli altri”.
Torino, parla Cairo – Poi Cairo parla ancora di Belotti: “Se ci siamo parlati? Oggi non abbiamo fatto in tempo. Ma lo faremo. Voglio capire cosa ne pensa: io sono contento che lui stia qui, anche perché abbiamo rinunciato a possibili discorso importanti, che non arrivavano ai 100 milioni della clausola. Non erano offerte formalizzate, ma comunque discorsi. Un Toro senza Belotti? Vorrei non immaginarmelo. È tornato con noi, è in forma. Stasera sarò a cena con il mister e Petrachi, parleremo di tutto, e capire se dover pensare anche a questo. Per definizione, più passa il tempo meno sono le possibilità che si allontani: se rimane con noi, sono felicissimo. La clausola è quella, ma, ripeto, l’importante è sentire anche lui ed è sempre importante che un giocatore resti con la voglia di fare bene: io ci tengo a parlare con lui, per avere con una viva voce una conferma di quella che sia la volontà del giocatore. Quando hai situazioni economiche che non funzionano, devi vendere. Non è male per noi che possiamo decidere di scegliere il nostro futuro senza l’obbligo di dover vendere, visto che ad altri accade. Non credo che Monchi si sia divertito a vendere tanti giocatori alla Roma, è bravo a fare plusvalenze ma magari si sarebbe tenuto Salah o altri giocatori. Io sarei felice di non vendere, e ripeto che abbiamo già fatto 5 operazioni. Farle prima, vuol dire avere una buona programmazione: qualcosa da fare ancora c’è, soprattutto per le alternative, nel momento in cui il Toro resti con tutti i suoi campioni”. E sul rinnovo di Baselli aggiunge: “Preferisco anche qui non parlare di cose che riguardano altre persone. Ma penso che anche lui si possa concludere”. Poi ancora su Belotti: “Non credo sia possibile una sua cessione in Italia, dove non c’è nemmeno una clausola. Andrea è un ragazzo straordinario, ha un senso della disciplina, della professione e dell’attaccamento alla maglia indubitabili. Infatti sapevo che si sarebbe presentato oggi. La fascia di capitano? Non me ne occupo, compete al mister e al gruppo. Sono decisioni nelle quali preferisco non entrare. Si può immaginare una data limite? Ne parliamo stasera con il mister, e vediamo”.
Torino, parla Cairo – Inoltre Cairo si sofferma sull’obiettivo Europa League: “Noi lavoriamo perché questo obiettivo sia realizzabile. Ma l’importante è lavorare bene, sul campo, fare le cose giuste da tutti i punti di vista. Mercato, preparazione, dimostrare sul campo. Poi abbiamo tanti giocatori che arrivano dalla Primavera. Barreca, per esempio, è con noi dalla Scuola Cacio; Bonifazi ha vinto uno scudetto, e alla Spal ha fatto cose incredibili, dopo aver faticato l’anno precedente. Ci sono poi anche De Luca, Parigini, altri nostri giocatori del vivaio. Vittorio nel momento in cui stava facendo le cose migliori, a Perugia, si è poi fermato per un problema. L’anno scorso è stato difficile, ha già 3 campionati di B sulle spalle, penso possa ritrovarsi bene ora, ma deve avere la testa giusta per cercare quell’ispirazione giusta, lavorando con umiltà e serenità sul campo”.

Infine sull’affitto del Filadelfia, Cairo non le manda a dire: “Mi costerà 500mila euro in più rispetto alla Sisport, e non ho detto nulla. Non mi sono mai lamentato, non ho mai detto nulla. Ho accettato tutte le cose che mi sono state chieste, si era passati dai 10 ai 20 anni. E poi le manutenzioni straordinarie: non si è mai visto che siano a carico di chi affitta. Mi era stato detto che era una condicio sine qua non, e ho accettato. Non è il Torino e non sono io ad aver messo impedimenti, sono state cambiate le carte in tavola. E ho comprato un sacco di seggiolini: di fatto, quello che ha più investito sono stato io, e non mi sembra che prima di me siano stati comprati tanti seggiolini. Il Filadelfia è stato dismesso, poi demolito; quando sono arrivato nel 2005 avevo già detto che l’avrei voluto nuovamente. Rendiamoci conto che si sta tardando sul fatto di vendere o meno una bibita al Fidalfia… Mi sembra assurdo”.


















