Conclusa la tre giorni di coppe europee, due imprese sportive portano le firme di due allenatori italiani. Il Real Madrid di Carlo Ancelotti ha eliminato il Manchester City nella doppia sfida di Champions League. L’Atalanta di Gian Piero Gasperini ha eliminato il Liverpool nella doppia sfida di Europa League. Entrambe da sfavorite, entrambe contro la squadra più forte della competizione.
Ancelotti e Gasperini sono due allenatori agli antipodi dell’intendere il mestiere della panchina. Carletto è più camaleontico, sa adattarsi all’avversario e far giocare il suo Real Madrid in maniera pragmatica ed efficace: sa attaccare e difendere, dominare e incassare. Il ‘Gasp’ ha un’identità ben definita: la sua Atalanta gioca a ritmi alti, pressa, è votata all’attacco e non lesina in fatto di gol. Eppure entrambi si sono trovati concordi su un punto: per vincere serve ‘ascoltare la partita’.
Ancelotti contro il Real Madrid: “potevamo vincerla solo così”… e hanno vinto
Carlo Ancelotti ha raggiunto la 5ª semifinale di Champions League in altrettante occasioni alla guida del Real Madrid. L’ultima è arrivata resistendo per 120 minuti contro gli assalti del Manchester City per poi portare a casa la qualificazione ai calci di rigore. C’è chi lo chiama difensivista (sbagliando gravemente), ma Carletto ha semplicemente fatto ciò che serviva per passare il turno.
Passato in vantaggio per 0-1 grazie al gol di Rodrygo, Ancelotti ha capito che giocarsela a viso aperto, come all’andata (3-3) contro gli inglesi che andavano al doppio della velocità, spinti dalla foga di trovare il pareggio, sarebbe stato un disastro. Il 4-0 subito l’anno scorso è servito da lezione.
Il Real Madrid si è difeso, ha provato a ripartire, ha cercato di portare fino in fondo lo 0-1 e poi, una volta subito il gol del pari, ha capito il momento dei suoi comprendendo, con grande umiltà, che l’ultima chance per farcela sarebbe stata quella di portare la partita fino ai calci di rigore. E così è stato. Non c’è vergogna, è il formato della coppa. Se Ancelotti non avesse ‘ascoltato la partita‘ e avesse spinto per cercare il secondo gol sullo 0-1 o il gol vittoria sull’1-1, la partita l’avrebbe persa.
Gasperini contro il Liverpool: i dubbi all’intervallo
Gian Piero Gasperini, lo abbiamo detto, sta all’estremo opposto. Il tecnico dell’Atalanta crede fermamente nella sua difesa a tre, nei meccanismi ben oliati dei suoi esterni, nell’aggressività della sua squadra che porta a un gioco intenso e offensivo. Guai a speculare. Anche gli avversari del Liverpool gli hanno fatto i complimenti per non aver mai perso tempo durante la gara per far scorrere il cronometro.
Eppure, nell’intervallo, sotto 0-1 ma forte dello 0-3 dell’andata, anche Gasperini ha messo da parte i dogmi tattici davanti alla lettura della partita: il Liverpool si sarebbe potuto ostacolare, nei 45 minuti restanti, anche correndo meno rischi, sarebbe andato bene anche subire un altro gol, a patto che i ‘Reds’ fossero riusciti a segnare solo quello. E sarebbe stata una nuova impresa, nessuno avrebbe mosso una critica verso l’atteggiamento dell’Atalanta.
Nello spogliatoio, la squadra ha dato parere contrario: l’Atalanta fa l’Atalanta, può farcela solo così. Ecco che quindi la lettura della partita e l’ascolto della squadra hanno portato alla decisione corretta.
“Noi siamo partiti per aggredire forte, per impedirgli di giocare, ma da subito ,già da vicino il portiere a costo di esporci alla loro velocità che è straordinaria, alla loro tecnica. Però sapevamo che ci sono tanti modi per impedire a una squadra di esprimersi al meglio. Ci sono tanti modi per difendersi, noi abbiamo scelto questo che poteva creare anche qualche svantaggio, qualche difficoltà, qualche male al cuore spesso.
E nell’intervallo quando ho provato a chiedere ‘Volete che ci abbassiamo un po’?’ ce ne fosse stato uno che ha detto di sì. Assolutamente no. – ha dichiarato Gasperini – Noi li andiamo a prendere e la mettiamo su quel piano, perché l’Atalanta è questa. E per me questa è una cosa straordinaria, è il trionfo del mio lavoro, ormai ho i giocatori che hanno questo tipo di mentalità e per me è fantastico“.