Buffon critico: ecco perchè la Juve non può vincere la Champions!

Il portiere dei bianconeri vorrebbe un big in squadra

“Alla Juve, per diventare una grande d’Europa, manca quello che manca a tutte le squadre che vincono la Champions, ovvero i Cristiano Ronaldo, i Messi. Fa tanto quando sei sicuro di avere dei giocatori che, anche se le cose vanno male, almeno un gol lo fanno, parti gia’ dall’1-0 ed e’ un buon vantaggio”. La pensa cosi’ Gigi Buffon, portiere e capitano dei bianconeri, intervistato dal quotidiano spagnolo “As”. Fresco di rinnovo di contratto fino al 2017, non si sente ancora finito, anzi. “Non e’ che la Juve sia in debito con me, perche’ quando uno gioca prende dei soldi, e’ idolatrato dalla gente, puo’ prendersi cura di se’ nel miglior modo possibile. Non devo chiedere di piu’ alla Juve e se mi hanno prolungato il contratto e’ perche’ sul campo ho dimostrato di meritarlo”. Con 875 gare ufficiali alle spalle, Buffon confessa di trovare ancora gli stimoli “nelle sfide, nel voler scrivere pagine importanti nel calcio, e’ una questione di amor proprio”. Ripercorrendo la sua carriera, da Parma a Torino, ammette che “oggi sono una persona adulta, piu’ matura e riflessiva, che spera di non commettere alcuni errori”. Ma non ditegli che ormai e’ una leggenda “perche’ le leggende hanno poco di umano e non mi piacciono. Io sono un atleta con anima e cuore, se poi bravo o meno devono dirlo gli altri. Mi considero un calciatore che ha segnato una parte della storia del calcio italiano, europeo e mondiale. Ma uno diventa leggenda quando muore e spero succeda in un futuro molto lontano”.

juve  atletico madridPerplesso sulla rotazione scelta dal Real fra Casillas e Diego Lopez fino alla scorsa stagione (“io mi sarei sentito penalizzato, se sto bene voglio giocare tutte le partite”), a quasi 37 anni Buffon puo’ rivendicare con orgoglio “che non sono mai stato messo in discussione. L’unico momento in cui qualcuno ha pensato che fossi in fase calante fu dopo l’infortunio alla spalla. Ma si vede che chi ha scritto la mia storia, l’ha scritta in maniera diversa”. Secondo nella classifica del Pallone d’Oro nel 2006, il numero uno della Juventus non ha rimpianti. “Non mi piacciono quelli che dicono ‘avrei potuto’ o ‘non avrei potuto’. Non l’ho vinto e basta, non c’e’ altro da dire. Quello che ho fatto e quello che sono lo puo’ vedere chiunque e basta per giudicare. E poi non si capisce bene sulla base di cosa viene assegnato. Perche’ se va al giocatore piu’ forte anche per i prossimi dieci anni sara’ una sfida fra Ronaldo e Messi”. Per quanto riguarda gli allenatori, “vanno sempre rispettati e considerati i capi del gruppo. Mi piacciono i tecnici che riescono a ottenere il massimo risultato dal gruppo”. Uno come Ancelotti, conosciuto ai tempi del Parma. “Gia’ allora si vedeva che poteva diventare un grande allenatore, non mi sorprende che il Real giochi cosi’ bene: ha le conoscenze tattiche e umane per poter allenare squadre come il Real, e’ l’allenatore ideale per un club come questo”.