Champions League come Serie B, senza la goal line technology: cosa aspetta l’Uefa?

Il 'fortunato' caso del gol di Ozil in Arsenal-Bayern Monaco: niente tecnologia in campo per la Champions League, il torneo più importante per club

La Champions League è arrivata alla terza giornata della fase a gironi. Le squadre si giocano la qualificazione agli ottavi di finale nella massima competizione europea per club. La Champions, però, è ancora senza tecnologia in campo. Il torneo di club più importante d’Europa, infatti, non utilizza la goal line technology e l’Uefa non sembra intenzionata ad introdurla. Il sistema tecnologico riduce gli episodi di gol fantasma, verifica la validità delle reti e ha debuttato ufficialmente nel 2012 in occasione del Mondiale per Club, per poi consolidarsi tra la Confederetions Cup 2013 e il  Mondiale brasiliano del 2014. Pienamente accettato dalla Fifa. In Inghilterra la goal line technology c’è dalla Premier League 2013-14 mentre in Bundesliga e Serie A è stata introdotta in questa stagione. La Champions, invece, continua ad affidarsi esclusivamente ai giudici di porta per gli episodi di gol fantasma e sembra rifiutare l’utilizzo della tecnologia in campo. Una specie di contraddizione, vista l’importanza della competizione.

Nella partita tra Arsenal e Bayern Monaco, c’è stato un episodio di gol-non gol nei minuti finali della gara. La rete di Ozil, infatti, è stata assegnata giustamente dall’arbitro dopo la segnalazione del giudice di porta che, in questo caso, è stato bravissimo in una situazione molto complicata ma potrebbe sbagliare in futuro ed essere determinante per il cammino europeo di una squadra. La Champions conta tantissimo e gli errori arbitrali potrebbero costare molto, soprattutto nei casi di gol fantasma. Il margine d’errore della goal line technology è ridottissimo, solo 15 millimetri. Anche l’Uefa dovrebbe dire addio ai gol fantasma.

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