Antonio Conte non ha mai nascosto, da quando è alla guida della Juventus, che l’obiettivo ultimo è quello di riportare il club bianconero ai vertici del calcio europeo dando nuovamente una dimensione internazionale alla squadra che vinto gli ultimi due campionati. E intervistato da “Champions Matchday”, il tecnico ha ribadito il concetto. “La Juventus appartiene a quella categoria di grandi squadre che hanno sempre bisogno di vincere. Insieme a Milan e Inter è il club che ha vinto di più sia in Italia che in Europa. Vincere non è solo importante, è l’unica cosa che conta. In Champions quest’anno la squadra è più esperta. Quella col Real sarà una bella sfida e indicherà a che punto sono i nostri progressi. La scorsa stagione, prima dei quarti di finale, ho detto che dovevamo capire che stavamo seguendo un percorso iniziato due anni fa, e il Bayern ci ha dato tante risposte. Quest’anno – prosegue Conte, che intanto si avvicina alla partita della prossima settimana contro i turchi del Galatasaray- la squadra è più esperta, ed è importante. La scorsa stagione, molti giocavano in Champions League per la prima volta. La sfida col Real Madrid? E’ una delle squadre più ambiziose perché ha una grande storia, ha investito molto e vuole la decima coppa”. In occasione della sfida con i blancos l’allenatore originario di Lecce si troverà di fronte Carlo Ancelotti: “E’ passato qualche anno, ma è stato un periodo meraviglioso e intenso. Era inevitabile ritrovarsi da allenatori. Significa che sta invecchiando, ma anche io”. Quando si parla di Champions League, il pensiero di Conte non può che tornare alla gioia della finalissima vinta all’Olimpico contro l’Ajax. “Sebbene abbia avuto la fortuna e il talento di vincere molto in carriera, quella vittoria del 1996 è stata la mia più grande soddisfazione calcistica per l’atmosfera, per il cammino che ci avevo condotto lì e per la serata in generale. La Champions League ha qualcosa di speciale e qualsiasi calciatore, allenatore e club vorrebbe sollevare il trofeo dalle grandi orecchie almeno una volta”.