Champions League, Platini risponde ai tifosi: “Ridurre il numero delle squadre? No, sarebbe dannoso”

Il numero uno della Uefaè intervenuto sul format della competizione

Il format della Champions, quello degli Europei e altri argomenti ancora. Michel Platini, presidente della Uefa, ha soddisfatto la curiosita’ di tifosi, giocatori e allenatori di tutto il mondo in un’intervista registrata presso la sede di Nyon e pubblicata oggi sul canale YouTube ufficiale della Uefa. A un tifoso che chiedeva di ridurre il numero di squadre in Champions, Platini ha fatto notare che una soluzione del genere “significherebbe impedire a molti paesi di crescere calcisticamente. Se non permettessimo ai piccoli club, come li definisci tu, di disputare la Champions League, questi club non riceverebbero mai i soldi della Champions League. Questi soldi possono aiutare molti campionati a crescere, in tutta Europa. E questo e’ il compito del presidente Uefa: far crescere il calcio in Europa”. Anche Iker Casillas ha inviato una domanda a proposito del nuovo formato degli Europei. “Sono molto felice dell’aumento del numero delle squadre partecipanti – ha commentato Platini – ma non e’ stata una decisione facile da prendere nel 2010, perche’ in quel momento bisognava capire se la qualita’ delcalcio sarebbe stata la stessa con 24 squadre. Ma dopo un’approfondita riflessione, dopo Euro2008, abbiamo capito di poter avere 24 buone squadre. E’ anche un grande vantaggio per le citta’ che lo ospiteranno, perche’ potranno avere piu’ di tre partite. E non dimenticare una cosa: si tratta di un grande progresso per la crescita delcalcio in Europa”. Tra le altre domande c’era anche quella del difensore Yaroslav Rakitskiy dello Shakhtar Donetsk, che ha chiesto come sara’ il calcio tra cinque anni. “Finora abbiamo cambiato delle regole per migliorarlo – ha risposto Platini – ma adesso dobbiamo affrontare dei problemi: il comportamento dei calciatori e il comportamento dei tifosi. Per quanto riguarda i calciatori, credo che a molta gente non piaccia il loro modo di rivolgersi agli arbitri, le simulazioni, eccetera. A volte il loro non e’ un bel comportamento, e a molta gente il calcio non piace per questo. Bisogna anche guardare il comportamento dei tifosi. Tutti noi dobbiamo essere piu’ tolleranti. Dobbiamo lavorare contro le discriminazioni, contro il razzismo e contro la violenza nel mondo”.