Una marea blaugrana e bianconera che si estende dalla porta di Brandeburgo ad Alexanderplatz, da Potsdamerplatz al Reichstag, dai resti del Muro alle stazioni della metro completamente intasate in direzione dell’Olympiastadion. A ormai poche poche ore dal fischio di inizio della finalissima di Champions League tra Juventus e Barcellona, Berlino è completamente stata ‘occupata’ dai tifosi delle due squadre. La maggior parte dei tifosi della Juve sono arrivati tra ieri sera e questa mattina, gli ultimi con i charter e i pullman organizzati dall’agenzia Francorosso che ha curato la vendita dei tagliandi tra mille polemiche. Le vie del centro fin da questa mattina erano brulicanti di tifosi italiani e spagnoli, molti dei quali ancora alla caccia disperata di un biglietto che difficilmente però troveranno se non a prezzi esorbitanti e con il rischio di truffe sempre dietro l’angolo .
Ufficialmente sono 40mila i tifosi di Barça e Juve che assisteranno alla gara nei due settori a loro riservati, ma migliaia saranno mischiati negli altri settori per non dire di chi dovrà accontentarsi di un pub. E si, perché nel villaggio organizzato dalla Uefa alla porta di Brandeburgo non ci saranno maxi schermi, ‘colpa’ degli sponsor e dei diritti tv si lamentano alcunitifosi. Fan di Messi e Tevez si sono mescolati festanti nelle strade di Berlino e occupato i tavolini di bar e ristoranti, tra una birra e un hot dog in attesa del grande evento. Tantissimi i bianconeri arrivati da ogni parte del Mondo, anche dall’Argentina e addirittura dal Messico.Ma tanti sono anche i bianconeri ‘tedeschi’. Come due ragazzi di origini venete, Marco e Alessio, che hanno ricordato che “qui in Germania il calcio italiano non è ben visto. Nel 2006 fu molto dura per noi che viviamo qui, ma alla fine arrivò una grande gioia. Speriamo che oggi la cosa possa ripetersi”. Rosario e Luigi hanno invece fatto circa 2000km per arrivare a Berlino dalla Sicilia, senza biglietto. “Ci siamo organizzati subito dopo la semifinale contro il Real, per noi è già un sogno essere qui. Noi ci crediamo, possiamo fare l’impresa”, dice Rosario il più loquace dei due. Come Niccolò De Marchi, il tifoso che si è fatto la tratta Torino-Berlino praticamente a piedi o in bici per via di una scommessa e che ancora stanco per la fatica è felice come un bambino. “Non vedo l’ora di entrare allo stadio e vedere la mia Juve allo stadio. E’ dura, loro sono più forti ma non siamo qui per caso e possiamo portare a casa la coppa”, ha detto Niccolò che nella sua traversata ha potuto contare sul supporto tecnico di Jeep e Samsung come sponsor della sua impresa.
























