Al margine dei quarti di finale di Champions League iniziano le ipotesi, i calcoli le previsioni. Lo spietato Bayern Monaco, le due belle di Spagna Barcellona e Real Madrid e, tuffandoci nella fantasiosa cultura anglosassone degli appellativi, l’underdog Juventus. Se i dizionari (e anche Google Translate) ci dicono che underdog significa ‘perdente’ la realtà non è proprio corretta: il termine indica il team dato perdente in una scommessa sportiva. Ora ci siamo, ma se preferite possiamo definirla l’outsider. Ma è proprio così? Tre su queste quattro squadre possono ancora mettere a segno il triplete e tra queste ci sono anche i bianconeri.
Alla fine della stagione 2012/13 Heynckes salutava il Bayern con uno storico triplete, e si ripresenta quest’anno l’occasione con la testa solitaria della Bundesliga e la semifinale di Coppa Nazionale da giocare; nel 2009 il triplete lo aveva già fatto Pep Guardiola, quando divenne il primo tecnico di una squadra spagnola a realizzarlo con il suo Barcellona, in testa alla classifica di Liga (ma con solo due punti di vantaggio sul Real) e in finale di Copa del Rey con l’Athletic Bilbao; e poi c’è la Juventus, anche lei ancora in corsa su tutti i fronti: Campionato quasi in tasca con quindici punti di vantaggio sulle inseguitrici, finale di Coppa Italia da giocare contro la Lazio e semifinale di Champions League in cantiere. Dovrà dimenticarsi del triplete il Real Madrid di Carlo Ancelotti, estromesso dalla Copa del Rey dal solito Atletico.
L’unica squadra delle tre rimaste con questa possibilità che non è mai riuscita nella tripletta è propria la Juventus di Massimiliano Allegri mentre Guardiola sarebbe l’unico al mondo ad avere la possibilità di fare il bis! Sono sette le squadre che, nella storia del calcio sino a questo momento, sono riuscite nell’impresa: l’Inter di Mourinho nella stagione 2009/10; il Barcellona di Guardiola nel 2008/09; il Manchester United di Sir Alex ferguson nel 1998/99; il PSV Eindhoven di Guus Hiddink nel 1987/88; l’Ajax di Stefan Kovács nel 1971/72 e il Celtic di Jock Stein nel 1966/67.