Fabio Caressa ha dei modi un po’ sopra le righe per esprimere i propri concetti, sia nel lodare che nel criticare qualcuno o qualcosa. O lo si ama o lo si odia, ma una cosa è certa: trattasi di un professionista esemplare, e come tale ha espresso il proprio parere senza filtri. Basterebbe questo per apprezzare la sua sfuriata di ieri, ma a nostro parere non è l’unico motivo per apprezzare le sue parole a SkySport 24.
“Il Cholismo fa schifo“, ha dichiarato senza mezzi termini Caressa, argomentando a dovere la propria tesi, ma attirando ugualmente su di sè infinite e pesanti critiche. Adesso siamo tutti bravi ad esaltare il Cholo Simeone ed il suo Atletico Madrid, ma in passato molti dei sostenitori del Cholismo, hanno aspramente criticato l’assenza di gioco ed il difensivismo eccessivo di diversi club italiani.
La domanda che ci siamo idealmente posti è la seguente: cosa accadrebbe se in semifinale di Champions League arrivassero quattro squadre che venerano il Cholismo? Se prendesse piede tale stile di gioco, come accaduto in passato col tiki taka, ci divertiremmo ancora a guardare le semi finali di Champions? Probabilmente no! Allora, a questo punto sorge un altro quesito, ben più complesso del primo: lo spettatore ‘pagante’ vuol vedere spettacolo e goal oppure si accontenterebbe anche di due squadre tutte grinta e corsa, barricate in difesa? A nostro parere, il buon Fabio Caressa tutti i torti non ha. Ricordiamo l’incredibile sonnolenza delle due gare di ottavi di finale tra Psv ed Atletico Madrid: 0-0 all’andata, 0-0 al ritorno, tifosi di fronte alla tv risvegliati solo dai calci di rigore.
Tirando un po’ le somme, si può dire che il Cholismo è apprezzabile solo sino a quando ci sarà qualche squadra disposta a dare spettacolo contro, come ad esempio il Bayern Monaco di Guardiola. Cholismo contro Cholismo invece, sarebbe uno spettacolo osceno e vincerebbe la noia, vedi Psv-Atletico…