Gli applausi dopo una sconfitta hanno sempre un retrogusto forse ancora più amaro. “Bravi, complimenti, più di così proprio non potevate fare”. Una forma di consolazione che la Juventus vista ieri sera a Berlino non merita assolutamente. Sarebbe come accettare una resa che potrebbe avere ripercussioni tutt’altro che positive in futuro. La differenza esistente contro il Barcellona ieri si è vista tutta: i bianconeri, colpiti a freddo da Rakitic, non sono affondati solo grazie all’ennesima serata in versione monstre di Buffon che ha avuto il merito di risvegliare l’intera squadra.
Che dopo il pareggio di Morata ci ha creduto eccome: il Barcellona per almeno dieci minuti è apparso vulnerabile e pronto a subire il colpo del ko, poi Messi ha deciso che era arrivato il momento di salire in cattedra e prendersi la scena: serpentina e tiro da fuori, per Suarez un gioco da ragazzi il tocco del nuovo vantaggio. Che ha chiuso definitivamente ogni discorso.

La sensazione è che la Juventus la Champions l’abbia persa proprio nel momento in cui ha creduto davvero di poterla vincere: quasi una punizione per lesa maestà. E’ qui che la formazione guidata da Allegri dovrà compiere il salto di qualità in futuro per far sì che quegli applausi siano solo la base per ripartire, invece che una magra consolazione riservata a chi è stato sconfitto a testa alta. Con la consapevolezza che ieri, seppur per poco, hanno tremato anche i marziani. Quasi incredibile, ma vero. Cose dell’altro mondo.