E’ vero: il nome di Carlos Tevez sarà sempre associato, nella mente dei tifosi rossoneri, al ricordo del trionfo di Dortmund. Tuttavia, non sarà considerata blasfema la considerazione del fatto che questa qualificazione appartenga a Massimiliano Allegri, che il primo gol lo ha realizzato già con la lavagnetta tattica, quando ha deciso di non far scendere in campo i suoi con un coperto 3-5-2, una scelta che sarebbe stata anche condivisibile, visto il prevedibile atteggiamento ultra-offensivo che il Borussia era costretto ad applicare. Invece il tecnico livornese ha voluto dare un segnale importante decidendo di giocare con il solito 4-3-1-2, preferendo dunque schierare Pereyra trequartista anziché aumentare il numero di difensori centrali inserendo Barzagli. Il difensore toscano è stato mandato in campo dopo una mezzora scarsa, ma non per un deliberato cambio di mentalità, ma per necessità, visto il k.o. di Paul Pogba.
Una decisione che ha rappresentato anche un messaggio ai suoi, al pubblico e soprattutto agli avversari, quasi a dire: “Vi rispettiamo, ma non abbiamo paura di voi“. E, senza chiudersi, la Juve ha dimostrato di essere nettamente superiore ai gialloneri.
Non sarà blasfemo nemmeno affermare che con questa qualificazione, che ha testimoniato la maturità della Juve, i tifosi bianconeri possono dimenticare l’era Conte e pensare al futuro… Con Max Allegri rigorosamente al comando.
