La Juventus ha un nemico: la Champions League. Sono due le sconfitte stagionali della formazione bianconera quest’anno, entrambe arrivate nella maggiore competizione europea per club.
Da quando la prestigiosa compagine italiana è tornata ai vertici del calcio italiano, a parte il buon comportamento del 2012-2013, in cui fu il Bayern Monaco, poi Campione d’Europa, ad eliminare gli uomini di Conte, ci sono stati solo dolorosi fallimenti: lo scorso anno iniziò tutto male con la stregata partita di Copenaghen, per finire poi peggio con la figuraccia di Istanbul contro il Galatasaray e adesso le cose non sembrano essere affatto cambiate.
La Juve, padrona in Italia ed estremamente debole in Europa, ha un vero e proprio blocco Champions da superare ed in questo senso dovrebbe imparare, sembra strano a dirlo, dall’Inter.
La situazione bianconera assomiglia tantissimo a quella nerazzurra dell’era-Mancini. Sostanzialmente l’Inter dominava i campionati, vincendo scudetti in modo abbastanza agevole, ma in Europa si trasformava in una provinciale impaurita, collezionando disastri su disastri e non andando mai oltre i quarti di finale.
La soluzione per superare il blocco Champions non è stata, come credono molti, cambiare allenatore ed ingaggiare Josè Mourinho. I più attenti ricorderanno bene come il primo anno con il portoghese in panchina fu fallimentare come i precedenti sotto il punto di vista “europeo”. Il segreto fu invece la realizzazione di un mercato importante e quasi rivoluzionario a livello di calciatori: la cessione di Ibrahimovic al Barcellona permise infatti a Mourinho di accogliere gente come Eto’o, Milito, Sneijder, Motta e Lucio, vale a dire i punti cardine della squadra che vinse il famoso “Triplete” nel 2010.
La Juve, invece, ha la stessa ed identica rosa dello scorso anno. Vogliamo pensare che Agnelli e Marotta abbiano cercato in tutti i modi, senza riuscirci, di vendere a caro prezzo un pezzo grosso tra Vidal e Pogba, provando, attraverso la cessione, a ricostruire un organico oggettivamente inadeguato per risultare competitivo in questo torneo. Allegri, come chiunque altro, non può fare miracoli ed il salto di qualità in una competizione così agguerrita, non lo può certo dare un semplice avvicendamento di allenatori.
Una stagione fa erano 2 i punti totalizzati dai Campioni d’Italia dopo le prime 3 giornate Champions. Per ora, dunque, numeri alla mano, paradossalmente meglio Allegri di Conte.