C’è chi va in Europa a dettare legge e c’è chi va in Europa a fare da comparsa. C’è la Juventus, che dall’Europa riceve una grande dose di autostima in vista della partita contro il Palermo per continuare il lungo inseguimento. C’è la Fiorentina, certezza della Serie A ed incertezza dell’Europa League, che dovrà giocarsi la qualificazione all’ultimo respiro. C’è il Napoli, che non fa differenze, che sia il campionato o che sia la coppa, il risultato è il medesimo ed è delizioso. C’è la Lazio, che balbetta in Italia e intanto è imbattuta in Europa e già qualificata come prima nel suo girone. E c’è anche la Roma, ma in realtà è come se non ci fosse dopo questa settimana europea. Le coppe europee spesso tolgono energie importanti in chiave scudetto, ma altrettanto spesso forniscono quella spinta in più nel morale capace di mettere da parte la fatica.

Lasciando da parte il Napoli, capace di mettere in fila diciassette risultati utili consecutivi, con cinque vittorie su cinque in Europa League (inclusi miglior attacco e miglior difesa), soffermiamoci sulle altre italiane impegnate nelle coppe, tutte – o quasi – impegnate nelle parti alte della classifica di Serie A. La Fiorentina sicuramente non avrà problemi a superare il girone, ma non ha fatto vedere oltreconfine ciò che ci saremmo aspettati. Il girone della viola non era dei più difficili e aspettarsi un primo posto non era un azzardo. La rimonta subita, seppur in inferiorità numerica, deve far riflettere Paulo Sousa per far sì che punti importanti, una volta messi al sicuro, non vengano lasciati per strada. Chi se la passa peggio e cerca speranze in Europa è la Lazio. Incredibilmente in difficoltà in terra nostrana e allo stesso modo incredibilmente prima con quattro vittorie ed un pareggio nel suo girone di Europa League. Il 3-1 rifilato al Dnipro è solo l’ultimo risultato positivo di una serie di cinque prestazioni che hanno garantito agli uomini di Pioli il passaggio del turno. La trasferta di Empoli e poi la sfida in casa contro la Juve ci diranno quale è la vera faccia di questa Lazio e soprattutto quale sarà il destino di Stefano Pioli.
La situazione è simile. Due soli punti più della Lazio in campionato ma qualificazione acquisita in Europa. La Juventus con un turno di anticipo è passata agli ottavi di finale di Champions League in un girone che alla vigilia sembrava di ferro. Le due vittorie contro il Manchester City non possono che far dormire sonni tranquilli ai tifosi bianconeri in vista di una stagione ancora lunga e tutta da scrivere. Può darsi che Allegri abbia finalmente trovato equilibrio e continuità, ma aspettiamo le gare con Palermo e Lazio per dirlo con certezza. Ripetersi in Champions League sarà un’impresa ai limiti dell’impossibile. E, con i tempi che corrono, la rincorsa alle prime della classe per riprendersi lo scudetto non sarà di molto più semplice. Dulcis in fundo veniamo a parlare della Roma di Garcia. Pallotta era convinto di aver costruito una squadra schiacciasassi tanto in Italia quanto in Europa. Il sei a uno subito a Barcellona ha fatto risvegliare il presidente americano facendo svanire i suoi sogni. Dal sette a uno incassato dal Bayern Monaco nulla è cambiato.
La Roma è tra le prime in Serie A stabilmente, ma senza vincere nulla e attualmente è quarta a tre punti dalla vetta. In Champions il passaggio del turno è fattibile, se si pensa che l’ultimo impegno prevede la sfida casalinga contro il Bate Borisov. Ma con questa Roma e con questo Garcia nulla è scontato. Tre settimane per restare nella parte alta della classifica e per conquistare gli ottavi di finale di Champions League. Senza scuse. Con o senza pioggia. Garcia è già avvisato. Tutte le squadre impegnate in giro per l’Europa hanno giocato gli stessi novanta minuti. Ma le gambe di alcuni saranno più pesanti di quelle di altri. Le motivazioni e gli stimoli che le competizioni europee portano sono fondamentali, perché molto spesso le energie psichiche sopperiscono alle fatiche fisiche.
Donato D’Aiuto