Alla fine ha vinto la squadra che ha giocato meglio, quella che ha dimostrato di voler vincere a tutti i costi. Ed in Champions League il bel gioco paga. Quasi sempre. Il Lipsia si è qualificato (meritatamente) per la semifinale della competizione e già questo basta per entrare nella storia. Niente da fare per l’Atletico Madrid, il club spagnolo paga ancora una volta l’atteggiamento troppo rinunciatario, è il marchio di fabbrica dell’allenatore Simeone. Può andare bene una volta, ma alla fine rischi anche brutte figure. E’ quello che è successo oggi, i Colchoneros sono nettamente superiori rispetto ai tedeschi. Non c’è partita sul piano della rosa e della storia dei club, il solo Joao Felix può valere quanto tutto il Lipsia. Ci sono attenuanti per Simeone, i due positivi al Coronavirus ed una situazione incerta fino a poche ore dal match.

E’ stata la vittoria di Nagelsmann, un allenatore rivoluzionario e che ha dimostrato di essere molto preparato. Il Lipsia non è più una sorpresa e può addirittura raggiungere la finale. Senza Werner (già del Chelsea) ha compensato con la voglia di vincere e con un modo di giocare sempre molto propositivo. E contro il Psg in semifinale può togliersi altre soddisfazioni. I francesi hanno dimostrato di essere tutto tranne che entusiasmanti, sono indietro dal punto di vista fisico e della corsa, solo le individualità possono salvare Tuchel. In ogni caso ci sarà una finale a sorpresa, con il Psg che sembrava tagliato fuori dopo la sospensione della Ligue 1 oppure con il Lipsia, vera outsider della competizione. E aumentano le recriminazioni dell’Atalanta, c’è delusione per aver buttato al vento la qualificazione nei minuti di recupero. Contro il Lipsia avremmo assistito ad una partita inedita, aperta e tra due squadre senza nulla da perdere, con la voglia di imporre il proprio gioco. Un vero peccato.