Ha dell’incredibile quanto successo ieri sera ad Anfield nel ritorno della semifinale di Champions League tra Liverpool e Barcellona. I Reds, sconfitti 3-0 all’andata, erano chiamati all’impresa. Rimontare lo svantaggio sembrava impossibile a molti, ma non al tecnico tedesco Klopp. E alla fine ha avuto ragione lui. Un 4-0 senza appello, frutto di una partita giocata a ritmi elevatissimi, un’intensità straordinaria; il Liverpool ha messo in mostra qualità, cuore e grinta, come nello spirito del suo manager. Certo, il Barcellona ci ha messo del suo, soprattutto sul quarto gol con una dormita generale, ma il Liverpool ha meritato di andare in finale. E la bellezza dello sport e del calcio in particolare sta proprio in questo. Anche quando la rimonta sembra impossibile, ecco che diventa realtà. Il Barcellona sembra essere ormai un habitué delle remuntade subìte. L’anno scorso Messi e compagni uscirono ai quarti per mano della Roma, in una serata magica per il calcio italiano. Dopo il 4-1 incassato al Camp Nou, la banda di Di Francesco sfoderò una prestazione da incorniciare, surclassando il Barcellona e vincendo 3-0. Barcellona che, però a sua volta è stato autore di una delle rimonte più clamorose degli ultimi anni ai danni del Psg: al Parco dei Principi, blaugrana sconfitti 4-0; al Camp Nou, in un finale al cardiopalma, impresa degli uomini di Luis Enrique che, grazie ad un gol di Sergi Roberto, vinsero 6-1. Anche il Liverpool, è protagonista di un’altra storica rimonta: era il 2005 quando, in finale, i Reds di Benitez, rimontarono lo svantaggio di 0-3 di fine primo tempo contro il Milan di Ancelotti, pareggiando nella ripresa e vincendo poi ai rigori. Impresa straordinaria in un’altra finale, quella del ’99. Il Manchester United ribaltò nei minuti di recupero lo 0-1 contro il Bayern portando a casa il trofeo.
Non solo calcio nella storia delle rimonte. Anche lo sport è pieno di imprese straordinarie, alcune delle quali meritano di essere citate. E’ il caso, ad esempio, di quanto accadde ai Mondiali di ciclismo del 1972: Franco Bitossi ad un passo dal traguardo, rallenta e viene incredibilmente raggiunto e superato al fotofinish da Marino Basso. Impossibile dimenticare il Tour de France del 1948: Gino Bartali arrivò alle tappe decisive con 21’28” di ritardo dal francese Louison Bobet. Una telefonata di De Gasperi per caricare il campione e l’impresa si compì: nelle ultime due tappe Bartali recuperò il distacco e conquistò la maglia gialla. Rimonte favolose anche in Formula 1: nel Gran Premio del Giappone nel 1988, Ayrton Senna partiva in pole. Il motore si spense e quando riuscì a ripartire il campione brasiliano si ritrovò 14esimo. Una serie epica di sorpassi gli consentì di tagliare per primo il traguardo e vincere il primo titolo iridato. Rimonte e imprese storiche anche alle Olimpiadi: nel 1980, a Mosca, Pietro Mennea, nelle ultime posizioni quasi a fine gara dei 200 m, riuscì a rimontare e superare Wells, vincendo l’oro. Impresa anche a Londra nel 2012, stavolta nel fioretto: Valentina Vezzali riuscì in soli 13 secondi a mettere a segno 5 stoccate e a ribaltare il parziale di 8-12, portando a casa il bronzo a svantaggio della sudcoreana Hyun-Hee.