Napoli, l’ex Moggi ne ha per tutti – Dopo l’amara eliminazione subita in Champions League, ad opera del Real Madrid, il Napoli vuole subito ripartire battendo il Crotone domenica prossima al San Paolo. Intanto l’ex dirigente del club azzurro, Luciano Moggi, è tornato sul match di martedì sera contro i blancos, non risparmiando critiche a Maurizio Sarri e al presidente Aurelio De Laurentiis. Ecco le sue dichiarazioni rilasciate ai microfoni di ‘TuttoMercatoWeb Radio’: “Per il Real Madrid la trasferta a Napoli è stata positiva. Io sono andato a vedere una gara per poi commentarla, la prestazione del Napoli è stata eccezionale nel primo tempo. Il Real Madrid ha atteso gli avversari visto il vantaggio dell’andata. Ha tuttavia rischiato molto perché la rete di Mertens ha messo in agitazione
Zidane. Il Napoli è stato sconfitto anche immeritatamente, se vogliamo. Ha segnato Ramos su due errori secondo me banali di una difesa messa a zona con calciatori che non possono essere marcati così. Doveva esserci qualcuno a frapporsi tra il difensore e la palla. Ha fatto due goal in fotocopia, nessuno ha capito molto della situazione. Per marcarlo serve qualcuno che si metta davanti a lui. Se lo marchi a zona, non lo prendi mai perché lui arriva in corsa. Ho sentito le parole di Sarri sulla marcatura a zona – ha sottolineato Moggi -, ha detto che manca fisicità, ma non significa nulla. Non credo che Koulibaly e Albiol siano tanto teneri, il problema è che non s’è capito come fermare Ramos. Si può fare anche muro contro calciatori del genere, se lo aspetti non si riesce a fermarlo. Almeno la seconda rete poteva essere evitata dal Napoli: se ci fosse stato Bonucci non sarebbero arrivati quei goal. Forse ha più esperienza internazionale e conoscenza degli avversari, per il futuro serve un regista della difesa”.

Napoli, l’ex Moggi ne ha per tutti – Poi Moggi, come detto, non risparmia il numero uno del club partenopeo: “Lavorare con Aurelio mi sembra quasi impossibile (ride, ndr). Sono arrivate sue dichiarazioni insensate, dopo la gara di Madrid e dopo quella del San Paolo. Dovrebbe esserci un dirigente che capisca di calcio, analizzando una partita e gli elementi di questa. Lui è una primadonna ed è anche giusto che lo faccia perché è il proprietario”. Infine si sofferma sul momento d’oro di Manolo Gabbiadini, rinato tra le fila del Southampton dopo il suo addio al Napoli: “Per come utilizzato a Napoli, non ha fatto bene. Ogni volta che ha giocato da esterno o seconda punta, ha fatto bene e spesso gol. Evidentemente non piaceva a Sarri, ma bisogna anche riconoscere che il Napoli stia facendo bene. Quello inglese è il campionato perfetto per Gabbiadini, dove può emergere viste le sue qualità. Io ricordo che alla Juventus avevo Henry, andò in Inghilterra e fece benissimo. Lavorava di contropiede aveva bisogno di 30 metri di spazio per fare bene. Ancelotti non lo vedeva, poi è andato in Premier League ed è esploso. Il francese è poi migliorato anche nei sedici metri. Gabbiadini può fare più o meno così, migliorando anche in fase offensiva. Prenderlo come prima punta, è stato un errore. Ma le sue qualità non si discutono”.