Napoli-Marsiglia: commento e pagelle degli azzurri

In una sfida fondamentale per il discorso qualificazione, il Napoli ha la meglio sul Marsiglia con il risultato di 3-2. Gli uomini di Benitez partono in sordina e permettono ad André Ayew di portare in vantaggio l’OM dopo 10 minuti di gioco. Il gol, tuttavia, scuote i partenopei, che iniziano a farsi vedere con maggiore determinazione dalle parti di Mandanda e trovano un uno-due micidiale tra il 22′ e il 24′ grazie a una prodezza di Inler da fuori area e a Higuain, bravo a concludere una bella azione corale. I francesi si fanno rivedere nella trequarti avversaria negli ultimi minuti, ma non si rendono particolarmente pericolosi. Nella ripresa gli azzurri non sono abbastanza cattivi per chiudere il match e concedono troppo ai francesi, che al minuto 64 pareggiano con Thauvin (brutta disattenzione di Armero). L’ingresso di Hamsik, oltre a mettere sull’attenti la difesa avversaria, ha un effetto positivo su Mertens, poco brillante nel primo tempo: il belga si accende e ed è abile a servire un prezioso assist che permette a Higuain di realizzare il gol de 3-2 al 75′. Nell’ultimo quarto d’ora entrambe le compagini sono stanche e i tentativi offensivi dei transalpini non sono lucidi. Il Napoli conquista così 3 punti essenziali, che consentono agli azzurri di affiancare l’Arsenal al primo posto del girone.

Reina 6: Può ben poco sulle reti marsigliesi. Per il resto, ordinaria amministrazione.

Maggio 6: Perde il duello aereo con Ayew in occasione del vantaggio marsigliese, ma bisogna sottolineare che l’uomo più temibile del Marsiglia, Valbuena, agisce dalle sue parti ma lui, oggi capitano, non ha grosse difficoltà nel contenerlo.

Albiol 6: Solita prova di grande attenzione. Sempre più leader del pacchetto arretrato partenopeo.

Fernandez 6: Sotto la guida del più esperto Albiol, sbaglia poco nel primo tempo. Quando sale nell’area avversaria, dà sempre l’impressione di poter essere pericoloso sui calci piazzati. Nella ripresa Gignac, entrato al posto di un più gestibile Ayew, lo mette spesso in difficoltà, ma i suoi momenti di appannamento non sono decisivi.

Armero 5,5: Come tutta la squadra, parte a fari spenti. Nei primi minuti appare avulso dalle dinamiche di gioco dei suoi, ma dopo il vantaggio si riprende e dà manforte alla fase difensiva, senza rinunciare alle sue solite scorribande sull’out sinistro. Pesa, tuttavia, la disattenzione che costa il 2-2 siglato da Thauvin.

Dzemaili 6,5: Tanto lavoro sporco per lo svizzero. Recupera diversi palloni e mette pressione sui centrocampisti avversari, riuscendo più volte a bloccare, o comunque a rallentare, sul nascere la costruzione della loro manovra.
(90′ Behrami s.v.)

Inler 7: Il centrocampo è suo. Realizza un gol da cineteca che apre la strada al Napoli. Suo è il recupero di palla che propizia il raddoppio di Higuain. Guida le ripartenze come pochi in Europa.

Callejon 6,5: Sempre sul pezzo. In fase offensiva le giocate dello spagnolo, benché sempre gradevoli dal punto di vista estetico, non sono mai  inopportune o leziose. Quando c’è da aiutare Inler e Dzemaili a ostacolare la mediana dei francesi è sempre pronto a ripiegare.

Pandev 6: Sostituire uno come Hamsik non è facile. Il macedone ce la mette tutta e il suo supporto a Higuain, per quanto non molto appariscente, è comunque efficace. Ottima la sponda di testa che permette al Pipita di bucare Mandanda.
(66′ Hamsik 6,5: dopo il suo ingresso, Diawara e N’koulou appaiono molto più confusi. L’intesa i compagni di reparto è fantastica)

Mertens 6: Nelle prime battute si divora il possibile vantaggio. Nei minuti successivi il Napoli cresce, ma lui sembra il meno brillante. Qualche buon dribbling con cui crea la superiorità numerica, ma poco altro. Nel secondo tempo l’ingresso di Hamsik lo rivitalizza. Ottimi la sua partenza sul filo del fuorigioco e l’assist per Higuain in occasione del gol del 3-2.
(83′ Insigne 6: entra subito nel vivo del gioco e colpisce anche un palo)

Higuain 7: Di solito, nel 4-2-3-1, le due ali e il trequartista sono completamente al servizio dell’unica punta (un esempio su tutti, l’Inter di Mourinho). Nel caso del Napoli siamo di fronte a un’eccezione: è el Pipita che si sacrifica costantemente per consentire ai 3 alle sue spalle di mettere in difficoltà la difesa avversaria, ma questo non compromette in alcun modo la sua prolificità. In zona gol è sempre letale.