Febbre da sabato sera. Tensione che sale, così forte da procurare crampi allo stomaco. Perché oggi non è un sabato normale, oggi è il giorno della Finale di Champions League. L’evento per eccezione, per chi di calcio si nutre tutto l’anno. E allora mondo che si ferma, attenzioni rivolte solo lì a Berlino, Olympiastadion centro dell’universo; per una sera capiranno anche mogli e fidanzate. Altrimenti fa lo stesso, perché per questa sera non saranno previste deroghe ed eccezioni.
Juventus e Barcellona, fischio d’inizio che si avvicina. Senza vincitori né vinti già alla vigilia, perché arrivati in Finale non esistono favoriti; lo insegna la storia. Novanta minuti da vivere tutti d’un fiato e nel caso andare anche oltre, supplementari e rigori all’occorrenza. Inseguendo un sogno, affascinante come nessun altro, che scalda i cuori e fa esplodere la passione. “Notte di sogni, di Coppe e di campioni”, notte da vivere a mille allora, senza rimpianti né lacrime. Se non di gioia. Quelle sì che saranno consentite.
