Piazza San Carlo, le testimonianze di quei momenti terribili: “La gente si arrampicava”

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Piazza San Carlo – Grande paura a Piazza San Carlo durante la finale di Champions League tra Juventus e Real Madrid: allarme bomba che ha scatenato il panico. A quanto pare a cedere è stata la ringhiera di una scala di accesso al parcheggio sotterraneo alla piazza, la situazione è ancora però da chiarire. La gente ha iniziato a correre alla ricerca di una via di fuga calpestando le persone che cadevano, secondo le ultime indiscrezioni sarebbero sette i feriti gravi e fra loro un bambino di sette anni ricoverato con trauma cranico e in prognosi riservata e una ragazza con trauma toracico da schiacciamento, in totale circa 1527 feriti di cui tre persone in codice rosso. Ecco alcune testimonianze riferiteci da ‘La Gazzetta dello Sport’: “Abbiamo avuto paura. Tanta paura. Attorno a noi persone sanguinanti, ferite: molti correvano senza scarpe.” E’ il racconto di Andrea, con tanti altri tifosi bianconeri in piazza S. Carlo: “Mi ha sconvolto vedere la gente correre senza scarpe in mezzo ai cocci di bottiglia. Sembrava di essere in un film dell’orrore”.

Piazza San Carlo, le testimonianze di quei momenti terribili: “La gente si arrampicava”

Piazza San Carlo – “Ho sentito i colpi, non so cosa ma un rumore fortissimo e allo stesso tempo sordo”, prosegue Andrea, che era nella zona riservata ai giornalisti. In un secondo l’onda si diffonde, tutti corrono senza una meta: “La cosa che mi ha terrorizzato è stato lo spostamento d’aria nel momento della fuga. Ho fatto in tempo a rifugiarmi in piazza CLN (distante 140 metri, ndr) e ho provato a telefonare, ma funzionava soltanto What’s App. Vedevo gente corrermi di fianco, ginocchia ferite dai cocci, pozze di sangue. Amici che si cercavano, genitori che tentavano di ricongiungersi a loro cari persi di vista. Molti tifosi venivano da fuori e chiedevano dove fosse quella o quell’altra via. Una cosa però la voglio dire: sapevamo tutti della presenza di tantissimi ambulanti che vendevano alcol, ma nessuno ha fatto nulla”. Questo invece il racconto di Filippo, fortunatamente uscito incolume ma fuggito per tre volte: “Sto bene, la mia ragazza che era uscita a vedere la partita con amici in un altro lato della piazza ha solo qualche livido. Ma siamo stati fortunati”. Difficile anche per lui spiegarsi cosa sia successo: “E’ accaduto tutto in un secondo. Io ero vicino al ‘Monumento a Emanuele Filiberto’ (la statua posta al centro di

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Piazza San Carlo, ndr): quando mi sono girato ho visto un buco enorme. Davanti a me non c’era più nessuno. Io e due amici abbiamo iniziato a correre tenendoci per mano. Ma mi sono ritrovato in mezzo alla calca. Vedevo gente cadere ovunque mentre continuavo a restare attaccato ai miei amici”. Poi la corsa verso un nascondiglio: “Cosa pensi in quei momenti? Non so, scappi e basta. Sì, per un attimo credi possa essere stato un attentato. Ma in verità non capisci nulla. Ci siamo riparati in un giardinetto, ma eravamo in troppi e non volevamo stare in uno spazio chiuso. Quindi sono scappato ancora. No, non è stata una serata di festa come speravo”. Giovanni, anche lui illeso: “Non so dire con precisione cosa sia successo. La sensazione è stata quella di un petardo, poi è partita la psicosi. Ho visto persone con le mani ferite dai vetri delle bottiglie rotte. La folla impaurita sembrava un fiume impetuoso che trascinava con sé tutto. E’ stato orribile”.

Piazza San Carlo, le testimonianze di quei momenti terribili: “La gente si arrampicava”

Piazza San Carlo – Ecco infine le parole di denuncia di un altro testimone: “Io ero presente. Scandalosa organizzazione del comune di Torino. Controlli zero: nei quattro angoli forse dell’ordine che si e no guardavano dentro gli zaini, mentre zero perquisizioni personali. Hanno continuato a far passare gente nonostante non ci fosse un minimo di spazio, facendo accalcate e spingere gente. Il comunque ha messo un solo maxi schermo, piccolo è posizionato male: vedevano si e no quelli davanti. Gente si arrampicava sul monumento e sui lampioni, ma nessuno diceva nulla (oltre 5 metri di altezza). Bottiglie di

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vetro venivano fatto togliere all’ingresso della piazza, ma dentro c’erano gli abusivi che vendevano praticamente solo quelle. Il risultato è stato quello di trovarsi vetri ovunque non essendoci ne pattumi ne altro. Ero tra l’altro nel pre-partita accanto alla ringhiera poi crollata che porta ad un sottopasso per parcheggi sotterranei: era sommersa da gente in posizioni veramente pericolose… I’isteria finale è stata solo una conseguenza di tutto. Si è rischiato davvero un disastro, cosa che è avvenuta lo stesso perché oltre 1000 feriti sono come un attentato”.

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