La seconda esperienza in Premier League di Mario Balotelli non è certo come ci si auspicava. Per scappare dalla Serie A e da un ambiente che gli si è rivoltato contro dopo il fallimento dell’Italia ai mondiali in Brasile, SuperMario ha trovato calda accoglienza al Liverpool: boom di maglie vendute il primo giorno del suo arrivo, quando Brendan Rodgers era lì e lo ha accolto a braccia aperte. Adesso il tecnico dei reds rischia di perdere il posto, motivo principale quello di aver spezzato un gruppo per dare spazio e fiducia all’attaccante italiano.
Ma il calcio non c’entra nulla. Secondo Mino Raiola infatti, il suo assistito avrebbe problemi che non riguardano la sfera sportiva, ma che sono prettamente personali. Così ha detto nelle dichiarazioni riportate dal ‘Corriere dello Sport’: “Non bisogna criticare Mario, perché il suo momento negativo non è legato al calcio, ma piuttosto al fatto che non può vedere sua figlia come vorrebbe. Bisogna dargli tempo per adattarsi a Liverpool, ma quello che è sicuro è che non tornerà mai in Italia. Già una volta per ascoltarlo ho fatto l’errore di riportarlo indietro…“.
Non solo Balotelli. Si sa, il buon Mino ama parlare, stare al centro dell’attenzione e dettare legge. Lo stesso vale per Michel Platini, presidente UEFA, che da qualche anno ha imposto severe regole ai club più spendaccioni con il suo fair play finanziario. Regola che a Raiola non va proprio giù e lo ammette quando parla di Paul Pogba e delle voci che vedrebbero il PSG interessato al suo acquisto, ma impossibilitato: “Non dirò mai se il presidente Nasser ha mire su di lui, ma è chiaro che non trovo normale che un club come il suo non possa permettersi di comprarlo a causa delle regole attuali. Se vi fossero i mezzi perché non farlo?“