La strage dell’Heysel è una delle pagine più tristi della storia del calcio. Una tragedia che costò la vita a 39 tifosi della Juventus nella finale di Coppa Campioni a Bruxelles nel 1985 contro il Liverpool. La versione ufficiale ha sempre parlato di carica da parte dei hooligans inglesi che obbligò i tifosi bianconeri a fuggire. Tra la calca, però, morirono 39 persone. L’incontro fu disputato ugualmente e la Juve conquistò la sua prima Coppa Campioni, con un gol su rigore di Platini.
Dopo 30 anni, Bruce Grobbelaar, ex portiere del Liverpool, ha dichiarato:”Ho cercato la verità. Non furono autentici tifosi del Liverpool a causare la tragedia. Molti avevano trascorso la mattinata con quelli della Juve, giocando a calcio per le strade, andando a bere una birra insieme. Non posso credere che l’atmosfera sia cambiata allo stadio. Io credo a un’altra cosa. Liverpool era odiata, c’era invidia per i suoi successi nel calcio. Mia suocera era venuta alla partita, si era imabarcata con un traghetto. Anche mia madre era lì. Per la prima volta si muoveva dal Sudafrica per la finale: la chiami, confermerà tutto. Mia suocera mi raccontò che all’imbarco c’erano dei tipi che distribuivano volantini su cui c’era scritto che sarebbe stata l’ultima partita in Europa del Liverpool. Avevano le braccia tatuate con gli stemmi di alcune squadre di Londra. Erano del National Front, l’estrema destra. Ho provato a indagare. Sono stato diverse volte a Londra, nei locali del National Front cercando di agganciare qualcuno che sapesse qualcosa. Ho provato a prendere informazioni, avevo un amico poliziotto. Ma non sono riuscito ad arrivare alle prove. Né io né altri”. Lo riporta il sito de Il Giornale.