Da Reggio Calabria al Gibuti, un ex arbitro per un’amichevole contro la guerra!

Un maresciallo italiano di Reggio Calabria, ex arbitro di calcio dell'allora serie c, si è ritrovato a dirigere una partita in Africa per la lotta contro la guerra

La storia di Christian Bellè ha dell’incredibile. Maresciallo italiano dei carabinieri di Reggio Calabria, nel novembre del 2015 è partito per l’Africa per lavoro e a sorpresa si è ritrovato a fare quello che più gli piace: arbitrare. Bellè infatti è un ex fischietto di Serie C e per l’occasione ha dovuto rivestire i panni del direttore di gara.

“lLassociazione Cavalieri d’Italia del Sovrano Ordine militare di Malta dell’esercito italiano (ACI-SMOM), coadiuvata dal responsabile della cellula ‘CIMIC – esercito della base militare italiana di supporto‘ ha organizzato una serie di eventi beneficiari diretti a contrastare il fenomeno dei bambini soldato”, ha scritto Paolo Vilardi sulla rivista ufficiale dell’AIA, L’Arbitro. E quale migliore evento se non una partita di calcio “tra ragazzi del posto – continua il giornalista – mirata a trasmettere loro l’importanza dello sport e i suoi valori”.

Per dare vita ad un incontro di calcio però serviva un arbitro ed ecco che Christian Bellè, oggi responsabile regionale per il progetto UEFA “Mentor & Talent” che coinvolge i giovani direttori di gara per farli crescere professionalmente e umanamente, ha svestito per un attimo i panni da maresciallo per rivestire quelli da ‘fischietto’ con tanto di divisa ufficiale. “Vedere centinaia di bambini stupiti – sono le sue parole, riportate da L’Arbitro – dalla presenza dell’arbitro, che pur non avendo niente, neanche le scarpe,sorridevano e mi strattonavo la divisa è stato toccante! (…)Nonostante abbia viaggiato tanto per lavoro continuo a ringraziare l’AIA e le abilità che ho appreso grazie all’arbitraggio”.

Al termine della gara il maresciallo di Reggio ha donato la propria divisa da arbitro alla popolazione locale, la quale ha promesso di esporla nella sede del villaggio.