I dettagli fanno la differenza anche se alle volte possono risultare stravaganti, è questa la filosofia che accomuna molte delle 32 nazionali presenti al Mondiale brasiliano, testimoniata dalle tante stranezze riscontrate nei ritiri, come la scorta industriale di mate, la tipica erba dissetante sudamericana, portata con sé in ritiro da uruguaiani e argentini, passando per le video console in camera o ancora il ritiro ‘self made’ per non dover accontentarsi di una sistemazione che non soddisfi al 100% le richieste del team. La stravaganza numero uno sembra essere proprio quella della Germania che dopo aver scartato tutte le soluzioni proposte dal comitato organizzatore ha deciso di costruirsi il suo quartier generale a Santo André, una mini cittadella di 15mila metri quadrati situata nella parte meridionale dello stato di Bahia. Il resort dei tedeschi, un paradiso sul mare con tanto di fiume alle spalle, è composto da 14 appartamenti, 60 stanze, una piscina, campi da tennis, una palestra e un campo da calcio che riproduce gli stessi standard dei manti erbosi su cui si giocano i match della Coppa del mondo. E’ invece un derby tutto sudamericano quello tra Argentina e Uruguay alle prese con i rifornimenti di mate, il tradizionale infuso preparato con le foglie di erba di Mate, una pianta tipica del Sudamerica, consumata nel tipico ‘porongo’, un contenitore ricavato da una zucca, e bevuto attraverso la ‘bombilla’, una particolare cannuccia in metallo con un filtro nell’estremità inferiore.
A vincere la sfida del mate è l’Uruguay sbarcata in Brasile con 160 chilogrammi di erbe, da sempre consumate dai popoli andini, utili per combattere la disidratazione. Per quanto riguarda la nazionale cilena, arrivata in Brasile con 10 agenti per la sicurezza al seguito, c’è il curioso caso di Miiko Albornoz, difensore nato in Svezia ma di padre cileno, che ha deciso di vestire la maglia ‘roja’ nonostante non parli una parola di spagnolo. Se l’Iran ha preteso una copia del Corano per ogni membro dello staff della sua Nazionale, il Portogallo ha chiesto una video console per stanza. La Colombia invece si è rivolta al San Paolo per ottenere in prestito alcuni giocatori per gli allenamenti. Infine il Giappone che ha optato per lo Spa Sport Resort di San Paolo per il clima zen che si respira, utile alla meditazione buddista dei suoi giocatori.