Italia, ecco la dieta di Conte: per la Nazionale niente pizza

Il ct si è avvalso della collaborazione del nutrizionista, Tiberio Ancora

Che fine hanno fatto le merendine, i gelati, le patatine e tutte le golosità varie? Al bar del Centro tecnico di Coverciano non ci sono più. Sparite come in uno dei celebri romanzi di Andrea Camilleri col commissario Montalbano protagonista. Tutto questo, si mormora, per evitare tentazioni agli azzurri in ritiro in questi giorni per preparare la gara di sabato con la Bulgaria valida per le qualificazioni europee e la successiva amichevole martedì a Torino con l’Inghilterra. Antonio Conte fin dall’inizio della sua carriera di allenatore ha sempre dato grande importanza all’alimentazione e già quando guidava il Bari si è avvalso della collaborazione di un nutrizionista, Tiberio Ancora, ex calciatore e pure personal trainer, 49 anni, pugliese come lui, che lo ha seguito fino alla Juve e ora fa parte del rinnovato staff azzurro. Così dal menù della nazionale, quando è in ritiro, sono stati tolti da subito pane, grissini e pizza. Anche la pasta viene concessa col contagocce. E per evitare ‘strappi’ alle regole alimentari fissate dal ct sono state fatte sparire adesso dal bar, dove spesso i giocatori si fermano dopo pranzo o dopo cena per un caffè, le merendine e i sacchetti di patatine e pure il contenitore dei gelati ora è vuoto. E’ rimasto solo quello con le bibite. E’ un ritiro insomma votato alla dieta, ma anche bunker visto che Conte ha ottenuto di far montare dei teloni sulle recinzioni che delimitano i campi d’allenamento per sfuggire a sguardi indiscreti, anche dagli ultimi piani dei palazzi limitrofi, su prove di schemi e di formazione. Le porte per don Massimiliano Gabbricci, il cappellano della Fiorentina, ma anche della stessa Nazionale, sono però ovviamente sempre aperte: oggi è venuto a fare un saluto, domani nel giorno dell’Annunciazione dovrebbe tenere la messa in una sala dell’albergo di Coverciano.