Sulle pagine de L’Ora della Calabria, il presidente della Reggina, Lillo Foti, ha svelato alcuni retroscena clamorosi riguardo l’estate 2000, quella subito successiva al primo anno di serie A super entusiasmante con Franco Colomba sulla panchina amaranto: “Un giorno di agosto, caldo bestiale, arrivo a casa di Roberto Baggio a Caldogno per trattare il suo approdo a Reggio Calabria. Parlammo un’ora e lo avevo praticamente preso, poi si inserì il Brescia e lo ingaggiò. Gli dissi: “Tu scendi a Reggio il mercoledì, con l’allenatore ci parlo io e quando giochiamo in trasferta ti aggreghi quando andiamo in ritiro”.
Foti ha poi parlato di quelle che sono le ambizioni della Reggina, partita con il piede sbagliato, per questo campionato: “La Reggina viene da un paio di stagioni opache. Ho tentato di fare una grande squadra l’anno successivo alla retrocessione, ma è stato un flop pazzesco. Ora ho voglia di fare bene e la gente lo ha avvertito dandomi 3000 consensi. Certo, rispetto ai 27000 di una volta c’è da spararsi. Erano anni in cui ho visto i bagarini perchè all’epoca avevamo una grande disponibilità. La Reggina può confrontarsi con chiunque”.
Quando gli viene chiesto a quale degli allenatori è rimasto più legato, lui risponde: “Bigon e Mazzarri su tutti”.
Sulla situazione della Reggina attuale: “L’organico c’è e ho sempre creduto che Atzori sia una persona molto determinata con volontà di arrivare. E per questo lo apprezzo. Tre anni fa ha ottenuto qui a Reggio risultati importanti. Mi auguro che sappia ripagare la mia fiducia”.
Alle domande sugli anni della serie A ha così risposto: “Sono contento di aver fatto crescere l’immagine della mia città attraverso il calcio. Forse non siamo stati preparati alla ribalta internazionale, dove mi assumo le mie colpe; mi riferisco all’operazione Nakamura, che non fu gestito bene sotto l’aspetto economico. Prova ne fu la sponsorizzazione con il Credit Suisse”.