Alessandro Calori è l’assoluto idolo della tifoseria della Lazio, nonostante non abbia mai indossato in carriera la maglia biancoceleste. Il motivo è noto a tutti i tifosi del club capitolino ed a quelli della Juventus. Calori decise infatti la famosa partita del 14 maggio 2000 tra Perugia e Juve, giocatasi sotto il diluvio. I bianconeri, prima del match, comandavano la serie A con due punti di vantaggio sui biancocelesti allenati da Eriksson. Nesta e compagni avevano sconfitto la Reggina e nel frattempo la partita di Perugia era stata sospesa dall’arbitro Collina. Il direttore di gara decise poi di riprendere il match nel tardo pomeriggio e per la Juve fu morte: gli umbri vinsero proprio grazie al gol dell’onesto difensore Calori che nella giornata di oggi, dopo aver addirittura ricevuto il premio Lazialità 2014, ha svelato un interessante retroscena: “ricordo bene il gol contro la Juve quel 14 maggio 2000. Vestivo la maglia del Perugia e regalai lo scudetto alla Lazio. Se avevamo motivazioni particolari? Direi proprio di sì. Gaucci ci minacciò di mandarci in ritiro per un mese in caso di sconfitta! D’estate diciamo che non è il massimo”. Gli juventini non saranno molto contenti di queste dichiarazioni, ma una cosa è certa: non deve essere il presidente a “ricordare” alla squadra l’obbligo morale di giocare per vincere, nel calcio si dovrebbe provare a raggiungere il massimo risultato, sempre!”