In momenti bui come questo occorre prendere quel poco di buono che possiamo ancora trovare nel nostro campionato. In attesa di una primavera italiana, che riporti i nostri talenti sugli scudi, ci godiamo le prodezze dei vari Mauro Icardi, Gonzalo Higuaìn, Carlos Tevez… gente piena di talento, pronta a guidare sempre la propria squadra verso la vittoria e con una cosa in comune: l’Argentina.
Il tricolore col passare del tempo sta diventando sempre più albiceleste, come poche volte nella storia era accaduto: facile pensare ai vari Hernan Crespo, Gabriel Omar Batistuta e tornando ancora più indietro a Diego Armando Maradona, ma quei giocatori hanno calcato i campi in un’epoca in cui il talento era abbondante e spesso costruito in casa (Alessandro Del Piero, Paolo Maldini, Franco Baresi, Gianluca Vialli…).
L’Argentina adesso appare come una delle poche ancore di salvezza, al quale possiamo realmente aggrapparci, con eccezzioni varie e straordinariamente multietniche (Pjanic, Pogba, Strootman, Callejon, Morata, Nainggolan, Cuadrado, Vidal, Honda… ).
Soprattutto c’è da mettere in conto che molti altri argentini sono alla ricerca di una condizione soddisfacente, e almeno sulla carta rappresentano delle vere e proprie colonne portanti, basti pensare a Rodrigo Palacio, Juan Manuel Iturbe, Gonzalo Rodriguez, Germàn Denis, tutta gente abituata a sorseggiare “Mate”, e che sta lavorando duramente per ritornare in copertina.
Poi ci sono i gregari, gente meno appariscente, ma che sta svolgendo un ruolo di primissimo piano nell’equilibrio tattico di molte squadre: Lucas Biglia, autentico faro davanti alla difesa della Lazio di Pioli, Roberto Pereyra, che nella Juventus si sta ritagliando il suo spazio nonostante la notevole abbondanza di talento nel centrocampo bianconero, Maxi Moralez, che nell’Atalanta di Colantuono risulta spesso fondamentale con le sue giocate.
L’alba è lontana e l’Argentina in questo momento è la luce più forte e utilizzata, in attesa che il Made in Italy si alzi dal letto.