Totò Di Natale e quella promessa al padre: adesso punta i 205 gol di Baggio

di natale udinese197 gol in Serie A, 213 gol con la maglia dell’Udinese, 7°posto nella classifica dei migliori marcatori di tutti i tempi in Serie A: questi sono solo numeri, pure cifre che però possono farci comprendere chi sia Totò Di Natale, attaccante napoletano sbarcato nella massima serie nel 2002 con l’Empoli e che da allora si è preso la parte del bomber infinito.

Adesso il nuovo record da abbattere è quello dei 205 gol in Serie A di Roberto Baggio, record che Di Natale vuole infrangere in onore del padre, come ha rivelato in un’intervista al Corriere dello Sport, Ma l’attaccante friulano ha anche ammesso che questi traguardi personali sono stati raggiunti anche agli importanti insegnamenti di un allenatore:  “Se oggi ho la possibilità di raggiungere i 200 goal e di inseguire campioni come Baggio (“a 205 goal, sarebbe un sogno“), lo devo a Pasquale Marino che mi cambiò ruolo facendomi giocare puntaCon Stramaccioni, comunque, mi trovo bene, è un allenatore che ha grande voglia di lavorare ed è molto preparato. Mi ricorda un po’ Spalletti. Sicuramente ha una carriera importante davanti a sé

Il numero 10 oggi è la storia dell’Udinese, storia che ha potuto fare rifiutando offerte molto importanti:  “Udine è il posto ideale per giocare a calcio senza troppe pressioni. I tifosi sono caldi, ma ognuno di noi conserva quegli spazi di vita privata che permettono di vivere in tranquillità. Anno dopo anno qui ho cominciato a sentirmi sempre più a mio agio e soprattutto la mia famiglia ha trovato l’ambiente ideale. Tutto questo, unito alla grande organizzazione che la famiglia Pozzo ha dato a questo club e le soddisfazioni che ci siamo tolti, hanno cementato un rapporto che va al di là del calcio“.

A differenza di Totti, che ha più volte detto che lasciando Roma avrebbe vinto molto di più, Di Natale non ha assolutamente niente da recriminare: “Non ho alcun rimpianto. Anche perché se avessi voluto avrei potuto lasciare Udine in qualsiasi momento ogni anno della mia carriera. Se ho scelto di rimanere è perché qui sto bene e qui ho deciso di chiudere la carriera. Non ha senso parlare di rimpianti quando si sceglie il proprio futuro. Nessuno mi ha obbligato a rimanere qui, se l’ho fatto è perché ne sono sempre stato convinto“.

Per il momento non sembra che abbia intenzione di smettere, anzi punta un nuovo traguardo: “In questo momento sono concentrato ancora sul campo. Sta nascendo il nuovo stadio e vorrei esserci il giorno in cui verrà inaugurato. Vivo alla giornata. Posso dire che dopo la carriera di calciatore vorrei restare nel mondo del calcio, magari mi metto ad allenare“.

L’unico rimpianto della carrierà di Totò è la Nazionale, quel Mondiale che non ha potuto vivere da protagonista:  “Non aver fatto parte della Nazionale che ha vinto i Mondiali del 2006 è un rimpianto. Mi ritengo comunque soddisfatto perché l’Italia ha sempre avuto grandi attaccanti e non è mai stato facile per un CT decidere chi portare in Nazionale e chi lasciare a casa“.