Ragazzi, finalmente abbiamo la risposta alla domanda che tutti ci facevamo da anni.
Eravamo dei bambini, e poi dei ragazzini, seduti davanti alla tv a guardare le mirabolanti imprese di ragazzini giapponesi (che di giapponese avevano ben poco) con la palla tra i piedi. Oliver Hutton, Benjamin Price, Marc Lenders, Julian Ross e i gemelli Jason e James Derrick facevano viaggiare la fantasia di milioni di ragazzini che poi sono diventati più adulti e hanno iniziato a chiedersi: ma quanto era lungo il campo di calcio di Holly e Benji? Esiste qualcuno, una ricercatrice italiana, che si è presa la briga di studiare approfonditamente il cartone animato giapponese. Tirando le somme i giovani campioni nipponici percorrevano circa 250 km ogni partita in un campo di 18 km. Beh, mica male. Se lo venissero a sapere le modernissime agenzie dell’antidoping qualche controllino ci scapperebbe di sicuro. Ma la cosa ancora più bella è che, sempre secondo la ricercatrice nostra connazionale, tutte queste corse erano fatte alla velocità di 180 km/h. Roba da far impallidire anche Husain Bolt. Che fosse un cartoon non proprio basato sulla realtà lo avevamo sempre saputo, bastava guardare in che modo volavano i palloni in giro per il campo, il modo in cui parava Ed Warner oppure la catapulta infernale dei gemelli Derrick. Ma questi dati ci danno finalmente una risposta precisa. A questo punto a me è venuta spontanea un’altra domanda: ma questa risposta così precisa, chi l’ha chiesta? Esiste davvero qualcuno in carne ed ossa che abbia dedicato il suo tempo a scoprire queste cose che definire inutili è limitativo. Si sa che ai bambini non gli interessa sapere a che velocità vanno Holly e Marc Lenders o quanto corrono durante un match che dura 5 puntate da mezzora l’una. A loro piace viaggiare di fantasia, gli piace sognare. Il sogno che avevano i ragazzini giapponesi di Capitan Tsubasa (è questo il vero titolo del cartone) era lo stesso non solo di tanti ragazzini di oggi ma anche quello che hanno molti calciatori quest’anno: giocare in Brasile.
Donato D’Aiuto