Una Lazio multiculturale, per la prima volta nella sua storia, supera per due reti a zero il Legia Varsavia in Europa League. La squadra di Claudio Lotito si presenta in Polonia con undici giocatori non italiani dal primo minuto: tra i pali c’era il kosovaro naturalizzato albanese Berisha, in difesa il connazionale Cana, il francese Ciani, il belga Cavanda e il rumeno Radu. A centrocampo il fantasista brasiliano Hernanes, l’argentino Biglia e l’uruguaiano Gonzalez. A completare gli undici in campo, in attacco, il colombiano Perea, il brasiliano Felipe Anderson e lo spagnolo Keita. Da aggiungere un tecnico svizzero e un direttore sportivo albanese, Igli Tare. Mai era successo che la formazione biancoceleste scendesse in campo dal primo minuto con undici stranieri. Il massimo raggiunto era di dieci.