La rivoluzione decisa da Ventura – formazione rivoltata rispetto a Genova – non guarisce il mal di gol del Torino, ma lo 0-0 di Bruges, all’esordio nella fase a gironi di Europa League, è un risultato non disprezzabile. Se in attacco il piatto piange ancora, con Quagliarella ed Amauri lontani dall’intesa, il tecnico granata può essere soddisfatto dell’autorevolezza di Jansson, centrale difensivo impeccabile, e della gran serata di Gillet, oltre che dei progressi di Sanchez Mino. Il portiere belga, al ritorno della lunga squalifica, ha sfoderato grande sicurezza, quasi non si fosse mai fermato, salvando almeno due volte la porta del Toro. Decisiva la respinta nei minuti finali sul colpo di testa di Storm, smarcato in area da Meunier. Altrettanto reattivo nel primo tempo, quando ha messo una pezza su qualche svarione di troppo di centrocampisti e difensori: ottima, in particolare, la parata su Duarte, prima vera palla-gol del Bruges.
Errori di ingenuità ed inesperienza che Ventura dovrà correggere mentre lavora per dare un assetto ad un Torino ancora in buona parte da costruire. Il Torino ha tentato di tornare al gol, ma il suo gioco è rimasto troppo lontano dall’area del Bruges. Così i padroni di casa, alla prima disattenzione di Maksimovic hanno preso coraggio. Gillet, l’onnipresente Gazzi e Jansson sono però riusciti a non fare perdere la bussola alla squadra, troppo nuova per potere imporre la sua personalità. Ventura ha provato a vincere la partita inserendo prima El Kaddouri al posto di Benassi poi il guizzante Martinez per uno spento Quagliarella. Il venezuelano ha avuto sui piedi, a fine partita, la palla della vittoria, ma il suo tiro è stato stoppato da Duarte.