Roma-Lione, tifosi francesi furiosi per il trattamento ricevuto: “Mai più in trasferta qui”

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Roma-Lione – Come sappiamo ieri sera la Roma ha detto addio ai sogni di gloria in Europa League: la vittoria per 2-1 contro il Lione all’Olimpico, nel ritorno degli ottavi di finale, non è servita a nulla. Infatti dopo il 4-2 della gara d’andata serviva un successo con due reti di scarto, ma così non è andata, ora ai giallorossi non resta che puntare al secondo posto in campionato. Intanto la sfida di ieri sera è stata accompagnata anche da una marea di polemiche, scoppiate in terra francese, per via del trattamento riservato ai tifosi transalpini dalla Polizia della Capitale per arrivare allo stadio. Ecco il racconto di un tifoso

LaPresse/Alfredo Falcone
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a ’20minutes.fr’: “Per chi ha fatto come me il viaggio in trasferta, ci sono state ben sei perquisizioni. Soprattutto, arrivati a Roma, ce n’è stata una di più di un’ora e mezza da parte della polizia italiana, come un plotone d’esecuzione. Siamo stati costretti a tre perquisizioni, in due di queste siamo stati palpati in maniera molto approfondita. Nella terza ci hanno fatto passare in un prefabbricato, due o tre alla volta, e ci hanno chiesto di calarci i pantaloni e le mutande. E’ stato ridicolo ed umiliante. Alcuni hanno dovuto anche allargare le natiche. I poliziotti non hanno poi esitato a ridere di noi, io sapevo che se non avessi fatto come mi chiedevano avrei rischiato grosso”. 

Roma-Lione – Poi la denuncia prosegue a proposito del trasporto allo stadio: “Siamo rimasti bloccati sul bus con un caldo insopportabile. Sinceramente ci hanno trattato come degli animali. Nessuno di noi ricordava una cosa del genere“, ha aggiunto un altro tifoso che, come altri, si è rifiutato di spogliarsi davanti alla polizia ed è stato costretto ad entrare allo stadio dopo il 20? del primo tempo. “Siamo prima rimasti intrappolati nel bus per un’ora con un caldo impossibile, poi i poliziotti ci provocavano, stavo ribollendo – continua -. Poi per coronare il tutto, nel pospartita il bus che ci ha riportato in centro era talmente pieno da essere incontrollabile, ma l’autista guidava molto veloce. Una cosa è certa, non rimetterò mai più piede a Roma per una trasferta del Lione”.