Intervista esclusiva de “La Gazzetta dello Sport” al presidente dell’Atalanta Antonio Percassi. Il numero uno della Dea si racconta tra il sogno Champions e il futuro. Una qualificazione storica, celebrata con il solito annuale pellegrinaggio: “La Champions League ci farà un bene che solo il Cielo lo sa… Io e mio figlio Luca andiamo tutti gli anni a Medjugorje, stiamo un paio di giorni: una volta abbiamo incrociato anche Mancini, e siamo diventati amici. Andiamo perché dobbiamo pregare: di salvarci ancora… Siamo andati oltre il sogno, è stata una meravigliosa follia e siamo ancora sotto shock. Io ogni tanto voglio riguardare la classifica: davvero siamo arrivati terzi? Noi siamo l’Atalanta, siamo dei gran bei muratori, veniamo a lavorare a Milano alle cinque del mattino…”
Sull’eliminazione dall’Europa League contro il Copenaghen e il commento di Gasperini secondo il quale quella sconfitta è stata decisiva, Percassi aggiunge: “Esperienza utile, come perdere immeritatamente la finale di Coppa Italia: vincerla poteva significare avere un calo da euforia. Il venerdì ho visto la squadra stordita, il sabato l’ho scossa: “Ehi, domani a Torino c’è la partita del secolo”. Giocare la Champions a Bergamo potrebbe rimanere solo un sogno: “E’ venuto fuori un casino, colpa mia: però anche arrivare terzi era un sogno… Roberto Spagnolo, il direttore operativo, mi ha detto: “Ma sei matto a dire ‘ste cose? Non si riesce”. Io invece dico: proviamoci. Chi lavora allo stadio mi insulta, io li provoco per farli stare lì ancora dalle 5 del mattino alle 10 di sera: gli daremo un premio. E loro sono scatenati, come se dovessero giocare loro la Champions: lavorano la domenica, di notte. Servono requisiti per chiedere una deroga, lo so. E io inviterò la Uefa – spero a fine giugno – a vedere la nuova curva da 9.300 tifosi già in stato avanzato, il centro di Zingonia: 40 milioni più altri 40 per uno stadio gioiello. E gli spiegherò che non li stampiamo, i soldi…”
Gasperini ha detto ‘meglio un girone con City, Ajax e Real che con Zenit, Benfica e Salisburgo‘, questa la risposta di Percassi: “D’accordo con lui. Ma se nei grandi stadi andiamo dopo, va bene lo stesso”. Presto avrà un appuntamento con il Psg: “Dobbiamo parlare di un loro store sugli Champs Elysées e magari di un’amichevole estiva: se poi ci scappano discorsi di mercato…”.
Calciomercato Atalanta, Gasperini sogna: l’11 titolare per la Champions [NOMI e DETTAGLI]
Quanto ha rischiato di perdere Gasperini? “Chiedete a lui, ma ero abbastanza sicuro di convincerlo. Alla fine l’ho visto contento, ora dovremo accontentarlo: non sarà una passeggiata”. Percassi dà un identikit dei nuovi acquisti: “Un paio di giocatori d’esperienza, altri con prospettive di crescita. Un esempio: Tonali ci piace, ma c’è la coda. L’Ajax è da copiare per il coraggio di buttare dentro ragazzi senza problemi: non guardano l’età, in quello sono formidabili”.
Giovani dell’Atalanta da buttare dentro? “Piccoli, Kulusevski. Ma ce ne sono altri 4-5 con un grande potenziale. Barrow? Ha sbagliato un paio di partite e si è bloccato: pensate che per lui abbiamo rifiutato 21 milioni, porca miseria, Luca mi rimprovera ancora… Sui conti, per fortuna, è un martello: è lui che mette in riga me”.
Infine, il capitolo cessioni: “Il più a rischio cessione tra Gomez, Ilicic e Zapata? Spero nessuno, ma l’offerta migliore potrebbe arrivare per Zapata: lui ha detto che resta, poi i procuratori fanno il loro mestiere. Come De Laurentiis, che parla di Inglese alle sue cifre… Ma intanto sta facendo salire il valore di Duvàn. Ad un’offerta fra i 50 e i 60 ci pensiamo: forse non si potrebbe dire no. Ma prima devo dare un’alternativa a Gasperini: bisogna farsi trovare preparati e con i conti in ordine, sempre. Ora che siamo in Champions ancora di più”, conclude Percassi.
