“Si può anche pareggiare ogni tanto e penso sia anche bello così. Le squadre più forti appena non vincono arrivano le polemiche ma ci sono anche gli avversari ed esistono tre risultati nel calcio. Bisogna accettare i pareggi anche senza polemiche. Abbiamo fatto una bellissima gara ma abbiamo abituato troppo bene tutti”. Così il portiere della Juventus Gianluigi Buffon, intervenuto in esclusiva ai microfoni di Tiki Taka. Su quando si vedrà la vera Juve di Sarri, Buffon dichiara: “Si comincia a intravedere qualcosa di diverso, una ragnatela di scambi molto fitta e una grande ricerca della verticalità che ci differenzia dal passato, sia di Allegri che di Conte. Credo che nel giro di altri due mesi si vedrà la vera Juve di Sarri anche perché adesso abbiamo perso pedine importanti come Douglas Costa e Ramsey sulle quali il mister puntava molto”.
Sulla spinta che l’ha portato a Parigi e sul ritorno alla Juve, Buffon dichiara: “A Parigi sono andato perché non potevo non accettare il tipo di proposta sportiva ed economica che mi ha fatto il PSG. Quando a 40 anni un club così ti chiama è anche un orgoglio: volevo vivere un’esperienza diversa e uscire dalla mia zona di comfort. Il ritorno alla Juve l’ho deciso una sera a Parigi da solo quando mi sono detto: ma a 41 anni cosa stai a fare qui da solo a Parigi con la tua famiglia che è in Italia? Ho forzato la mano col PSG e quando la Juve mi ha fatto un’offerta che mi sembrava giusta l’ho accettata subito”. Possibile futuro da dirigente alla Juve per Buffon che dichiara: “No, perché in questo momento sono in una condizione psico-fisica che mi fa sentire ancora un giocatore importante. Non ho ancora preso in esame il mio futuro ma ho anche la serenità d’animo di psicanalizzarmi e di potermi valutare. Quando mi accorgerò di non poter giocare come voglio io, andrò dalla società e gli dirò che è finita”.
“In estate avevo un pochino di paura perché era una novità per me fare il secondo. Ero ritornato alla Juve con un ruolo marginale in campo, quindi avevo qualche perplessità ma le ho subito fugate quando ho rivisto alcuni compagni di squadra con cui ho condiviso una vita. Ora mi alleno con un altro obiettivo: adesso sfido me stesso che è molto più difficile che sfidare un avversario o un altro portiere. E quando vedo che raggiungo un determinato livello godo e sono felice”.
“de Ligt? In questo periodo sembra che abbia la nuvola di Fantozzi sopra la testa. Chiellini incide tantissimo in difesa. L’unico infortunio peggiore del suo poteva essere solo quello di Cristiano Ronaldo. Li metto sullo stesso piano per l’incidenza che hanno in squadra. Questo ha accelerato l’inserimento di Matthijs – aggiunge – ma magari questa cosa ci potrà aiutare per il corso della stagione, quando in primavera avremo bisogno di un giocatore pronto”.
“L’Inter e Conte? Ho grande rispetto per l’Inter soprattutto quest’anno perché penso sia l’avversaria numero uno. Con la Champions League magari qualche colpo potrebbe perderlo ma dobbiamo avere le antenne dritte perché conosco la mentalità che inculca Conte e so che è capace di miracoli sportivi”. Su chi preferisce tra Lautaro, Lukaku e Sanchez, Buffon dichiara: “Lautaro ha un qualcosa di speciale addosso. Ha l’argento vivo, sente la porta e capisce l’occasione da gol. È in un momento di grandissima fiducia”.
Sul Napoli e Ancelotti, Buffon dichiara: “Il Napoli è in corsa anche perché siamo alla nona giornata ma un’occasione come quella con la Spal una squadra come il Napoli doveva coglierla. Era molto importante mettere pressione alla Juve e all’Inter. Ma, a parte l’Atalanta, le altre squadre che hanno giocato la Champions hanno pareggiato”.
“Un ritorno in Nazionale? Credo che in questo momento la mia ipotetica presenza in Nazionale non c’entri veramente nulla perché c’è un progetto giovani che sta dando i suoi frutti”. Sui giovani portieri italiani, Buffon aggiunge: “A parte Donnarumma che è il diamante che brilla di più e che ha cominciato a brillare prima degli altri, poi c’è Meret e lo stesso Sirigu che non è giovane come gli altri ma sta giocando molto bene. Poi ci sono gli altri come Gollini e Cragno. L’ultimo problema dell’Italia è il portiere”.
