Paolo Di Canio alla Gazzetta dello Sport, ha parlato anche della Nazionale Inglese:“Penso a Sterling, Sturridge, Barkley: hanno calciatori davvero interessanti. Mi piace un sacco Shaw, che per me è oggi uno dei più forti terzini d’Europa. Ma gli inglesi hanno un problema: giocano poco assieme, devono migliorare nell’intesa e non attaccano bene lo spazio. All’Inghilterra mancano i ricambi, le riserve non sono all’altezza. E i giocatori sono stanchi. Rooney a me piace moltissimo, ma come sempre arriva stressato al Mondiale, con troppe partite nelle gambe. Dà tutto se stesso, in ogni gara, alle temperature brasiliane sarà molto dura per lui. Gli inglesi non fanno la sosta invernale, è bello giocare sotto Natale, però sono cose che a giugno si pagano: in questo periodo la stanchezza può essere devastante. L’Inghilterra ha freschezza, gioventù, ma sarà difficile per loro passare il turno.
Non sono capaci di gestirsi, per rendere al massimo devono sempre andare al 200 per cento. Da allenatore mi è capitato più volte di chiedere sedute a bassi ritmi per curare certi dettagli tecnico-tattici, ma è più forte di loro. Poi gli inglesi storicamente prendono dei gol assurdi, ne ho rivisti alcuni su rinvii del portiere, e commettono errori incredibili”.
Ma Di Canio ha anche tirato le orecchie all’Italia… e in particolare a Balotelli: “Manca una vera identità. Nelle ultime due settimane, però, noi abbiamo fatto carichi di lavoro, per gli inglesi l’ultimo mese prima del Mondiale è di scarico.
Pirlo e Verratti assieme? Il doppio play va bene se tieni palla per l’80 per cento del tempo. Una volta perso il pallone per loro è faticoso e dispendioso rientrare. Se avrei portato Rossi? Non posso giudicare, non ho gli elementi per farlo. So che in ripartenza spacca – dice ancora Di Canio – Cassano? Può “infilare” ottimi palloni, se l’avversario non gli mette troppa pressione.Balotelli? Continua a non segnare, a non essere cattivo. Il calcio non è uno contro tutti. Lui non dà la sensazione di giocare con e per la squadra. Lo vedo indisponente, insofferente”.