Situazione complicata in casa Brescia. Dopo le tre sconfitte consecutive, senza segnare nemmeno un gol, Massimo Cellino sta per prendere la decisione di esonerare Fabio Grosso per far tornare sulla panchina delle Rondinelle Eugenio Corini. Il presidente si aspettava una svolta con il cambio di allenatore, cosa che non è arrivata. Complicata anche la gestione del caso Balotelli. L’attaccante è tornato nella sua città per rilanciarsi. Una scelta coraggiosa e, per certi versi, matura. Ma finora il rendimento di SuperMario è stato altalenante. Inoltre Balotelli è stato protagonista, suo malgrado, di cori razzisti a Verona. Proprio su questo episodio il presidente Cellino se n’era uscito con una battuta infelice. Raggiunto dai microfoni de “Le Iene” il numero uno del Brescia ha puntualizzato: “La battuta sul fatto che è nero? Volevo sdrammatizzare. Non posso essere razzista, sono cattolico. Ci ho parlato ieri, non l’ho mica offeso. La mia battuta è stata riportata male e mi sono creato più problemi per come stava Mario che per altro. La mia frase è stata strumentalizzata. Io ho detto una cazzata. Dopo Verona gli ho detto di comprarsi della vernice così fa tutti contenti questi bastardi. Sono dei coglioni che vanno allo stadio per offendere. Mario non è un guerriero che sfida tutti, non è così. Mario deve far sentire che soffre”.
Balotelli non è riuscito ad esprimersi ai livelli sperati. Secondo Cellino ci sono stati dei problemi ed è per questo che a gennaio si aprono le porte della cessione, anche a zero: “Mario è triste perché non riesce a esprimere il suo potenziale. Giocare in Serie A per salvarsi è un grosso sacrificio, magari pensava fosse più semplice. Lui a gennaio è libero di andare via gratuitamente. Io non voglio che vada via. Qualora partisse avremmo perso la scommessa tutti e due”.