“Le frizioni con i club sugli stage e l’inchiesta della Procura di Cremona stanno preparando il terreno al divorzio tra Antonio Conte e la Nazionale. Nel suo futuro c’è il Milan o il Bayern Monaco. L’incontro di oggi con Tavecchio ha sancito solo una tregua”. Lo afferma a CalcioWeb il giornalista Emanuele Cammaroto. “Quella tra Conte e il Milan, per dirla in metafora, è una storia mai iniziata eppure tutt’altro che finita. Non a caso Mino Rajola disse qualche giorno fa di aver lavorato la scorsa estate come intermediario per portare l’ex allenatore della Juventus alla corte di Berlusconi. Ora questa prospettiva si riaffaccia. L’anno scorso ho avuto modo di incontrare Conte e intervistarlo, posso dire con certezza che lui si sente allenatore, non un selezionatore. E’ cosa ben diversa.
Non se l’è sentita di andare al Milan dopo aver rotto con la Juve e disse “sì” alla Nazionale.
Conte adesso sta valutando se lasciare subito il posto di Ct o restare sino agli Europei 2016 per poi tornare in un club. Il Milan ha capito che può essere solo lui l’uomo della svolta e Berlusconi vede analogie tra Conte e il primo Capello del dopo-Sacchi. Se Conte si dimette a breve dalla Nazionale, potremmo vederlo già in estate sulla panchina del Milan ma è un’ipotesi quasi remota, a cui non credo. Quando Conte dice “non succede niente” fa capire che per ora rimane Ct. Più probabile che una nuova avventura sia rimandata di un anno, al 2016, e in tal caso il Milan non si impegnerà con un tecnico ingombrante, puntando su Inzaghi o un altro come traghettatore. Conte non vuole lasciare le cose a metà in Nazionale, e se lo ha fatto alla Juventus è perché non ha condiviso la linea della società sul mercato. L’idea che ha in testa è di fare gli Europei e poi mettersi sul mercato, per il x. C’è una pista che porta al Bayern Monaco, a caccia del sostituto di Guardiola, che lascerà i bavaresi tra un anno. Tutto può cambiare solo in una eventualità: l’accusa di frode sportiva e le indagini della Procura di Cremona potrebbero spingere Conte alle dimissioni, facendo da detonatore al malumore verso i club che non hanno dato l’ok ai calciatori sugli stage. Conte non si sente tutelato abbastanza dalla Figc. Quelli che vedono Conte al Milan fanno notare una curiosità sul mercato invernale di via Turati: all’improvviso niente più stranieri e solo italiani. Indizio o casualità?