Cristiano Ronaldo, attaccante portoghese della Juventus, si è raccontato a Diletta Leotta nella nuova puntata di “Linea Diletta” disponibile su DAZN.
Il primo ricordo italiano: “La presentazione allo Stadium. E’ stato bello. Ero con lì con la mia famiglia, i miei amici, ma anche con il presidente e con il club”.
Sedici anni fa gli inizi allo Sporting Lisbona: “Mi ricordo un’amichevole tra Sporting e Manchester United. Ero molto emozionato, ma molto felice. Dopo la partita Ferguson mi ha detto ‘Dovresti venire da noi’. A 18 anni ero tanto felice. Sono andato subito a Manchester”.
Chi è oggi Cristiano Ronaldo: “E’ diverso da allora. Quando inizi a giocare a calcio vedi tutto in maniera diversa. Sei più spensierato, sono felice di giocare a calcio anche oggi, ma la priorità è vincere trofei, giocare bene, a 18 anni pensi solo a divertirti. Ho voglia di giocare ancora per qualche anno. Mi piace tutto della Juve. Sono felice qui, mi piace la cultura italiana. Il mio mondo è il calcio, ma è importante anche tutto ciò che c’è al di fuori. Sono diventato un uomo d’affari “.
L’impatto con la Serie A: “Quanto è difficile fare gol da 1 a 10? 7. I difensori più forti sono i giocatori con cui mi alleno: Bonucci, Chiellini e de Ligt. Prima era stato Chiellini, ho giocato contro di lui in Champions ed è sempre stato difficile”.
Il giocatore più forte: “Per ora sono io, l’anno prossimo non lo so”.
Il rapporto con la madre e il soprannome: “A casa mia mi chiamano Ronaldo. Mia sorella, mia mamma. A scuola mi chiamavano Cristiano, nel calcio Cris, Ronny e così via. Una madre è sempre felice se il figlio vince, mi segue sempre. Viene a Torino, allo Stadium, è molto contenta. Prima mi metteva più pressione, quando ero in Spagna mi diceva sempre che dovevo segnare, ora è preoccupata per come sto e per gli infortuni”.
Un retroscena dopo la vittoria dell’Europeo con il Portogallo: “E’ il trofeo più importante che ho vinto in carriera. Mi sono ubriacato dopo la partita, ho pianto tantissimo”.
La famosa esultanza e il gol più bello: “Ho iniziato a dire ‘sì’ quando ero al Real Madrid non so bene perché, mi è venuto naturale. Segnai un gol e feci questo. Il gol più bello che abbia mai segnato è stato quello in rovesciata a Buffon, in uno stadio bellissimo. Mi hanno applaudito, è stato splendido. Buffon è una brava persona, dopo il gol si è congratulato, è stato carino”.
Si chiude con una curiosità: “Il secondo sport che gioco meglio dopo il calcio è il ping pong”.